Iesa: progetto di inserimento familiare dei pazienti psichiatrici

Andrea Terracciano

Esistono molti servizi innovativi, nel campo della salute mentale, offerti ai pazienti psichiatrici e alle famiglie di questi, dall’assistenza domiciliare e i gruppi appartamento ai percorsi di psicoterapia, socializzazione e inserimento lavorativo, ma il progetto di cui vi parliamo lascia davvero meravigliati e speranzosi di vivere in un mondo migliore e sempre più all’insegna della solidarietà umana.

È lo Iesa (inserimento etero-familiare supportato di adulti) un progetto che potrebbe prendere sempre più piede e diffondersi in futuro nella nostra società. Esso consiste nell’inserimento dei pazienti psichiatrici in famiglie disposte ad accoglierli in casa propria con l’ausilio, più che ovvio, degli operatori delle asl e degli psichiatri.

Il primo ad aver introdotto lo Iesa in Italia è stato il dottor Gianfranco Aluffi, a Torino, nel 1997 e ad oggi lo Iesa è presente in diverse regioni italiane: Veneto, Sardegna, Puglia, Emilia Romagna, Lombardia, Umbri, Marche, Toscana e Abruzzo. Il costo di questo servizio è davvero esiguo:basti pensare che le famiglie aderenti allo Iesa ricevono dalle asl dai 300 ai 1300 euro mensili, a fronte dei 5400 euro che lo stato spende per mantenere i pazienti in cliniche psichiatriche o in comunità per cui si spende circa il triplo rispetto ai costi dell’inserimento in famiglie.

È stato, inoltre, accertato che per i pazienti psichiatrici che hanno usufruito dello Iesa, i dosaggi dei farmaci e i ricoveri sono di gran lunga diminuiti. Le tipologie d’ineserimento, nell’ambito dello Iesa, sono due: una full time e l’altra part time. Per la tipologia full time, i pazienti convivono con una famiglia avendo per sé un posto letto e tutte le comodità di una casa in cui si vive coi propri fratelli e genitori. Per quanto riguarda la tipologia part time, coloro che decidono di aderire allo Iesa, devono semplicemente trascorrere un po di tempo della propria giornata con il paziente, svolgendo le più disparate attività. Resta comunque da intendersi che le famiglie e gli aderenti allo Iesa ricevono sostegno e ausilio dagli operatori e dai medici delle asl che possono intervenire per qualsiasi problema o vicissitudine si crei all’interno del rapporto paziente-famiglia. Inoltre, le famiglie sono specificamente scelte dai medici e dagli operatori per meglio comporre il quadro dei rapporti tra paziente e famiglia: in base alla tipologia del paziente si sceglie una famiglia più dinamica e attiva o meno.

Per quanto sia affascinante l’idea dell’inserimento familiare per tutti i pazienti psichiatrici che hanno bisogno di costruire la propria vita al di fuori dalle classiche strutture psichiatriche, è imprescindibile pensare che lo Iesa sia un servizio che funziona solo se viene inserito in una presa in carico territoriale del dipartimento di salute mentale all’interno di una rete terapeutica e di servizi coordinata e ben funzionante.