Il mondo così com’è

Il mondo così com’è” è un fumetto di Tiziano Scarpa e Massimo Giacon edito da Rizzoli Lizard . Ma è soprattutto un sistema a matrioska, un gioco di scatole cinesi. “Metafumetto”, così lo descrivono quelli che ne sanno.

Sì, perchè in quest’albo il linguaggio grafico si fa parola e le parole si fanno immagine, cercando di capire cosa sia reale e come lo percepiamo. Indagine psicologica e artistica sulla percezione del mondo (così com’è) ma anche sui rapporti interpersonali.

Tutto comincia con una lezione universitaria di neuropsichiatria e due studenti che, tra una frase e l’altra del barbuto professore, flirtano e si scrivono/disegnano bigliettini, cornice grafica del racconto.

Il professore sta illustrando, e mai parola fu più azzeccata, un caso clinico unico nel suo genere: la storia di Alfio Betiz che a causa di “allucinazioni grafiche”, riesce a “vedere” le parole.

Alfio vive in un mondo pieno di baloon, le tipiche nuvolette dei fumetti, che gallegiano ovunque. Legge quello che dicono gli animali, le piante, le case, le costellazioni. Molto presto sprofonderà nella depressione, incapace di farsi credere, sempre meno interessato ai rapporti umani e sempre più coinvolto dal dialogo (invisibile agli altri) che si svolge all’interno del suo coloratissimo mondo.

Il sogno di ogni neuropsichiatra – afferma il professore – è trovare un paziente speciale. Un caso clinico incredibile. Un essere umano affetto da una patologia talmente originale da risultare fantasmagorica. UNA MALATTIA PARTICOLARE E ALLO STESSO TEMPO UNIVERSALE! Che ci faccia conoscere meglio l’intera specie umana. Una sofferenza che ha soltanto lui, ma che ci rivela qualcosa su tutti noi!

L’unicità del caso di Alfio Betiz lo fa sprofondare ancora di più nella sua “meravigliosa” solitudine, fino all’incontro con la dottoressa Yvana Zedda che si innamora di lui. O meglio della sua patologia: si instaura fra i due un rapporto morboso che spingerà Alfio e la sua malattia fino all’estremo. Un modo di prendersi gioco della deformazione professionale di alcuni psicologi affascinati dei casi clinici più eccentrici, che possano fruttare loro notorietà e prestigio. Ma anche per raccontare un’insana unione amorosa nonché linguistica (A e B, le prime lettere dell’alfabeto sono le iniziali di lui, Y e Z quelle di lei. Il cerchio si chiude).

Scarpa è meraviglioso nel raccontare le diverse storie, nell’intrecciarle e tenerle acrobaticamente sospese in questo meraviglioso puzzle, rendendo simboliche e universali, appunto, le casistiche singolari di individui “fantasmagorici”.

E Massimo Giacon, col suo stile pop e grafico, a volte metafisico, rende la follia visiva di Alfio Betiz un piacere per gli occhi. L’accoppiata fra i due è vincente e crea una storia divertente e tragica, avvincente e mai banale.