“Le emozioni non sono chiuse nella testa”

Le emozioni non sono chiuse nella testa, non sono reperibili in certi lochi cerebrali, non sono localizzabili in una interiorità […] la posizione emotiva rispetto alle circostanze è un modo integrale del vivente di trovarsi nel mondo, con gli altri e anche un modo di essere disposto rispetto a se stessi nelle situazioni ricorrenti

La storia di una vita corrisponde ed è strutturata come una storia emotiva, perciò se le circostanze che nel corso dell’esistenza ci si fanno incontro non sono comprensibili come una realtà oggettiva, ma vengono ad essere afferrate in relazione ad un modo di sentirsi, quindi ad un’espressione di sé […] ebbene un tale significato inarticolato (cioè quello emotivo) può essere portato alla parola ed esplicitato secondo un senso.”

Questa tensione interna alla vita che richiede di essere interpretata e che chiaramente genera varie forme possibili di interpretazione che vanno dalla patologia psichica dove l’interpretazione è assolutamente distante dal significato vissuto tanto da generare un meccanismo che blocca il movimento della vita, all’incongruenza dell’interpretazione laddove la storia narrata non corrisponde alla storia vissuta, cioè alla storia di quei significati inarticolati che attendono di giungere al linguaggio.”

In questo video, il dott. Giampiero Arciero, Direttore dell’Istituto di Psicologia e Psicoterapia Cognitiva Post-Razionalista (IPRA), esprime un diverso modo di vedere le emozioni nell’ambito della pratica clinica e della psicoterapia.

 

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l’IPRA e 180 gradi collaborano al fine di divulgare video, pubblicazioni e ricerche su tematiche inerenti la psicologia, la psichiatria e le neuroscienze affrontate attraverso l’innovativa prospettiva epistemologica e metodologica dell’approccio post-razionalista.