Chiuso il primo Opg. A quando gli altri?

“Ci son voluti nove mesi dalla data stabilita dalla legge (il 31 marzo 2015)  ma finalmente il primo Opg è stato chiuso!”. E’ quanto si legge in una nota del comitato Stop Opg. “In questo periodo le persone internate a Secondigliano – in gran parte residenti in Lazio e Campania – sono stati progressivamente trasferite nelle Rems (le Residenze regionali per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza): strutture in condizioni più decorose degli Opg ma sempre di tipo detentivo, che non possono essere perciò l’alternativa ai manicomi giudiziari”.

Nove mesi, un vero e proprio parto! Ma se Secondigliano chiude finalmente i battenti, gli altri quattro ospedali psichiatrici giudiziari restano ancora attivi. Una situazione non solo assurda dal punto di vista etico ma anche irregolare, poichè la legge che prevede la loro sostituzione con le Rems risale al 2012. poi tra infinite proroghe, lungaggini burocratiche e sgambetti politici si tempi si sono dilatati. Come se non bastasse le proroghe costano: 4,38 milioni di euro nel 2014 e 1,46 nel 2015. Fondi pescati proprio dallo stanziamento della legge 9/2012.

“Ora restano altri 4 Opg da chiudere – continua la nota del comitato: Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto. Per questo non è più accettabile che il governo ritardi la nomina del commissario nelle regioni inadempienti che non hanno ancora accolto i loro pazienti. Ma soprattutto il commissario deve dare attuazione alla nuova legge 81. Infatti non possiamo e non vogliamo che il superamento degli Opg si risolva con la sola apertura delle Rems (o peggio come a Castiglione delle Stiviere). Strutture che la nuova legge considera una extrema ratio, privilegiando misure alternative alla detenzione, nello spirito della legge 180, che, abolendo il manicomio, ha indicato come centrali gli interventi terapeutico riabilitativi di comunità, fuori dalla logica della custodia e dell’esclusione sociale”.

Dal 2012 a oggi, dunque, gli enti locali avrebbero dovuto dotarsi di centri sanitari regionali realizzati ad hoc in cui trasferire gli internati nei vecchi manicomi giudiziari. Ma ad oggi sono solo 22 le strutture realizzate. Troppo poche per assorbire le 689 internati che sono rimaste in Opg.

Le Regioni maglia nera nell’attuazione della normativa, come il Veneto e la Calabria, già diffidate dal governo, rischiano il commissariamento. Al momento, visto che le Rems esistenti sono sature, sono 167 i detenuti da ricollocare, numero a cui vanno aggiunti gli eventuali nuovi destinatari di misure di sicurezza. Un problema non da poco di cui fa le spese anche la magistratura, che si trova a gestire casi di persone destinatarie di misure cautelari o per le quali sono state decise misure di sicurezza e non sa dove metterle.