Chiuse le indagini per la morte di Andrea, strangolato durante un TSO

Il Tso che subì Andrea Soldi, il 45enne torinese morto lo scorso 5 agosto, non era né necessario né urgente e non è stato ordinato rispettando le norme. Per questo, sia lo psichiatra che lo ordinò sia i tre vigili urbani che immobilizzarono Andrea – soffocandolo e provocandone la morte – dovranno rispondere di omicidio colposo. Sono queste le conclusioni cui è giunto il pm Raffaele Guariniello, nel suo ultimo giorno di lavoro dopo quasi 50 anni in magistratura: l’inchiesta è chiusa, l’ipotesi di reato “omicidio colposo“.

La procura dovrà ora aspettare una ventina di giorni per formulare la richiesta di rinvio a giudizio. Nel frattempo i legali degli imputati, che hanno sempre respinto le accuse, potranno chiedere di essere ascoltati o produrre memorie difensive. La morte di Andrea Soldi, è la loro tesi, è sopraggiunta per cause del tutto imprevedibiliParlano invece della “brutalità” del modo in cui e’ stato eseguito il trattamento, Luca Lauri e Giovanni Soldi, cugino di Andrea:” non gli sono state risparmiate nemmeno le manette – dicono – quando ormai era gia’ privo di sensi e in condizioni di sofferenza respiratoria”.

La tragedia lo scorso 5 agosto. Andrea Soldi, che si rifiutava di sottoporsi alle cure dei servizi psichiatrici di zona, era seduto su una panchina di piazza Umbria, a Torino. Di sottoporsi ad un nuovo Tso non voleva proprio saperne. Anzi, era pronto a seguire un secondo psichiatra in un altro Csm. I vigili, per prelevare quell’uomo corpulento dovettero intervenire con energia. Per il medico legale che ha effettuato l’autopsia, Valter Declame, è stata una “morte violenta per strangolamento atipico” conseguenza di come e’ stato eseguito il Tso. La presa per il collo da parte degli agenti fino alla perdita dei sensi, le manette utilizzate nonostante Andrea fosse “in condizioni di incoscienza” e il viaggio in ambulanza in posizione prona, che impedì “una ventilazione efficace o il mantenimento della maschera d’ossigeno e, di conseguenza, la ripresa di coscienza”. Fino all’arrivo all’ospedale Maria Vittoria, ormai in arresto cardiaco irreversibile.

Nella vicenda, è spuntata anche una registrazione delle comunicazioni radio. Una prova che racconta molto. Sono le 15. L’ambulanza «Beinasco 291» è appena partita dalla piazzetta dove è stato caricato Andrea. E’ su una barella «a faccia in giù. Non volevo caricarlo così, me lo hanno ordinato» dice un soccorritore, in una chiamata alla centrale operativa del 118. Ha il tono preoccupato di chi è stato obbligato a fare qualcosa che non condivide. Definisce l’intervento «un po’ invasivo», dal momento che «lo hanno preso al collo» e «lo hanno un po’ soffocato». L’operatrice del 118 ribatte: «È un mondo di prepotenti».