Un pronto soccorso tutto nuovo per il S. Eugenio di Roma

WCENTER 0JIGBGUMAI FRANCESCO TOIATI ROMA- OSPEDALE SANT EUGENIO -
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Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Commissario ad Acta per la Sanità, e il direttore generale della Asl RmC, Carlo Saitto, hanno inaugurato il 26 novembre scorso le nuove aree dell’Emergenza- Urgenza dell’Ospedale S. Eugenio di Roma, composte dal Pronto Soccorso e dalla medicina d’urgenza, nonché il nuovo collegamento coperto che mette finalmente in comunicazione l’edificio storico con quello moderno, consentendo di orientare i flussi delle persone agevolando così accesso e percorsi. Con questa ristrutturazione, attesa da molti anni, vengono ridefinite le modalità di accesso e di accoglienza, nonché le logiche di gestione del paziente in fase critica.

L’obiettivo è quello di superare una gestione dell’emergenza-urgenza contrassegnata da lunghe attese di ricovero o dal mero smistamento dei casi clinici. Questo approccio facilita e accompagna la riorganizzazione delle altre aree di ricovero all’interno di una logica di ospedale articolata per livelli di intensità di cura che riconosce nella distinzione tra degenze intensive, degenze semi-intensive, ricovero in acuzie e aree per le cure di giorno, i suoi assi principali di sviluppo. “Da circa 20-30 anni non si riusciva a fare un intervento infrastrutturale così importante, con un’idea di sviluppo che vuole migliorare l’accoglienza e la qualità delle cure, che non resterà il solo degli interventi che faremo per valorizzare questa struttura ospedaliera”, ha dichiarato il governatore del Lazio, Zingaretti. “Abbiamo ripreso a investire sulla sanità regionale ma i conti migliorano, come è stato certificato per il 2014 dal ministero per l’Economia e Finanza. La Regione non è più ‘carogna’ sulla sanità ma anzi sta riacquistando credibilità perché si spende il giusto, non distruggendo, ma muovendo e ristrutturando il sistema delle cure. Il passaggio successivo è ora molto chiaro: far funzionare bene queste reti. Ciò vorrà dire nuovo personale, con lo sblocco dei contratti a tempo determinato e del turnover”, ha annunciato Zingaretti, rassicurando che “gli interventi giubilari in sanità non sono legati all’emergenza e alla necessità di far bene per quest’anno ma che rimarranno al di là del Giubileo e serviranno a vivere meglio e ad avere una sanità di serie A”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale della Asl RmC, Carlo Saitto, che ha spiegato come il progetto di riqualificazione sia stato portato avanti seguendo due direttrici. “Da una parte quella di guardare in alto alle strategie e alla indicazioni regionali. Dall’altra quella di far sì che l’intervento non vivesse da solo ma fosse inserito in una prospettiva di cambiamento. In particolare, abbiamo immaginato il reparto di medicina d’urgenza come un reparto che potenzia l’emergenza e si collega strettamente al Pronto Soccorso, garantendo un miglioramento dell’accoglienza, del rapporto con il paziente, ma anche con il visitatore e con il parente, e coniugando a ciò un livello tecnologico molto avanzato nell’impianto distributivo, costruttivo e nell’uso dei materiali”.

Nello specifico, la nuova medicina d’urgenza – che integra il Pronto Soccorso e la cui riqualificazione, durata poco più di quattro mesi è stata resa possibile grazie ai fondi stanziati per il Giubileo, gli stessi che sono serviti per la costruzione del passaggio coperto fra nuovo e vecchio edificio – si configura, grazie all’assetto strutturale e alle tecnologie, come un’area di degenza semi-intensiva per trattamenti complessi orientati alla riduzione dei tempi di degenza. Situata al primo piano dell’Ospedale nuovo conta 20 posti in stanze da due letti. Ogni paziente che non richieda terapia intensiva viene costantemente monitorato a distanza in tutti parametri e per i casi più critici è disponibile un sistema di ventilazione assistita. Grazie ai materiali impiegati, di ultima generazione, viene garantita agli ammalati una migliore protezione grazie a speciali pareti isolanti. Il paziente stabilizzato può essere trasferito in zone di degenza con minore intensità clinico-assistenziale. Grazie al rispetto dei requisiti minimi strutturali previsti dal Decreto del Commissario ad Acta n.90/2010, dalle linee guida Ispesl e quanto richiesto dal DL della Regione Lazio sul riordino della rete ospedaliera, sono stati migliorati sia la fruibilità degli spazi per utenti ed operatori sanitari, sia i percorsi assistenziali.

Nell’ottica di una migliore accoglienza, infatti, quest’area dispone di una sala d’aspetto per i familiari. La terapia intensiva, inoltre, dopo un anno di lavori, dispone ora di 8 posti letto in open space e di 3 in locali individuali per i pazienti con malattie infettive. Il sistema di monitoraggio di questo reparto, realizzato grazie ai finanziamenti arrivati dalla Fondazione Roma, è composto da 12 monitor multiparametrici all’avanguardia, collegati a un’unica consolle centrale per il controllo continuo dei parametri vitali dei pazienti, A tale sistema è collegata la cartella clinica informatizzata, che fa sì che l’assistenza usufruisca di sistemi guidati per il trattamento farmacologico adeguato ai parametri clinici e bioumorali dei pazienti garantendo maggiore qualità e sicurezza. Numerose le altre tecnologie a disposizione dei pazienti, fra le quali travi pensili per posizionare ventilatori polmonari dotati di sistemi di controllo a multiprocessori e funzionanti con aria ed ossigeno centralizzati, ventilatori da trasporto per lo spostamento in altri reparti, una colonna per l’intubazione, un ecografo portatile con sonda transesofagea e macchina lavadisifettatrice, attrezzature per la cura degli ammalati e una serie di arredi più funzionali rispetto al passato. Infine, il blocco operatorio, anch’esso realizzato grazie ai fondi per il Giubileo, è costituito ora da una nuova struttura dedicata alla chirurgia a degenza diurna (Day Surgery), dove è possibile effettuare interventi nell’intero arco della giornata per almeno 6 giorni a settimana. Sono previsti più di 2000 interventi all’anno, con percorso mirato, rapido e sicuro.

In linea con la normativa regionale che privilegia il criterio dell’appropriatezza, la riorganizzazione delle attività è stata pensata sulla base dei criteri di Day Surgery, che abbreviano la degenza in ospedale e consentono vantaggi di ordine sociale ed economico. Inoltre tale approccio favorisce la separazione dei flussi dei pazienti secondo i livelli di intensità di cura, un miglioramento dei tempi e una diminuzione delle liste d’attesa. Anche in quest’area è stata realizzata una sala d’attesa accanto a quella operatoria ambulatoriale per un maggiore comfort di familiari e accompagnatorie e per la possibilità di un rapporto più diretto col personale medico e infermieristico.

Paola Sarno