La lunga strada delle Asl di Roma: accorpamenti, commissari straordinari e riorganizzazione

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Con l’anno nuovo è entrata in vigore la riorganizzazione delle aziende sanitarie locali di Roma, un intervento che ha ridotto le Asl da otto a sei attraverso l’accorpamento delle Asl Rm A e Rm E nella nuova azienda denominata Roma 1 e delle Asl Rm B e Rm C accorpate nell’Asl Roma 2. Tutte le altre aziende sanitarie mantengono per il momento le proprie aree di competenza e le rispettive cariche degli organi aziendali, solo non saranno più individuate con le lettere dell’alfabeto quanto con i numeri (Asl Rm D,F,G,H saranno rispettivamente Asl Rm 3,4,5,6).

L’atto ufficiale con cui tali modifiche sono state introdotte, il decreto del Commissario ad acta n. U00606 è stato deliberato al novantesimo, il 30 dicembre, per rispettare i termini precedentemente fissati nei Programmi operativi 2013-2015 che prevedevano tale riorganizzazione. La normale procedura avrebbe voluto che si approvasse una legge regionale per istituire le due nuove aziende sanitarie, ma l’iter di approvazione della proposta di legge che prevede gli accorpamenti non è ancora concluso, e i termini “cogenti” – come dice lo stesso decreto – dovevano essere rispettati.
Così, per l’Asl Roma 1 sono stati nominati commissario straordinario Angelo Tanese, direttore sanitario Mauro Goletti e direttore amministrativo Cristina Matranga. Per l’Asl Roma 2 il commissario straordinario è Flori Degrassi, il direttore sanitario e il direttore amministrativo, rispettivamente Marina Cerimele e Silvia Cavalli, quest’ultima confermata nella carica che già ricopriva. La notizia, non ne facciamo mistero, ci riguarda molto da vicino, perché 180gradi esiste anche grazie ai fondi dell’ex Asl Roma C e lavora a stretto contatto con il centro di salute mentale di Piazzale Tosti, che della stessa Asl fa parte.

In una lettera di commiato, pubblicata come nota stampa sul sito dell’Asl, Carlo Saitto – da marzo 2014 direttore generale dell’Asl Rm C – ha spiegato che l’azione dei dirigenti in carica in questi due anni si è mossa sul filo conduttore “di definire l’identità aziendale intorno ad un’idea esplicita e riconoscibile di cambiamento e di creare intorno a questa identità un senso collettivo di appartenenza e di scopo”. “L’elemento fondante del progetto è stato quello di immaginare un’azienda sanitaria locale che fosse interlocutore privilegiato dei cittadini, che assumesse come propri i loro problemi, che si facesse carico dei loro bisogni”.
La strada tracciata negli ultimi anni dalla direzione uscente ha creato una rete di professionisti che secondo Saitto sa di non poter esaurire il ruolo della Asl “nelle funzioni di erogazione dell’offerta sanitaria e di pagamento dei servizi forniti ai cittadini da altri soggetti, pubblici e privati, ma si vuole mettere accanto alle persone per garantire la loro salute e accompagnarle in percorsi, necessari e appropriati, di tutela e di assistenza”.
E su questa strada ci auguriamo di poter continuare ancora a camminare: se è vero che la direzione è stata intrapresa, siamo anche consapevoli che il cammino è ancora lungo.