Febbraio 2016: Micheal Jordan

Illustrazione di casi kmjw (CC BY-NC-ND 2.0)
“So bene di essere nero, ma mi piacerebbe essere visto come persona, e questo è il desiderio di ognuno.”
“Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”
“Posso accettare di fallire, chiunque fallisce in qualcosa. Ma io non posso accettare di non tentare.”

 

“La sua biografia sul sito della National Basketball Association dichiara: “Per acclamazione, Michael Jordan è il più grande giocatore di pallacanestro di tutti i tempi”. Dopo un’ottima carriera alla Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, dove guidò i Tar Heels alla vittoria del campionato nazionale NCAA nel 1982, Jordan entrò a far parte della NBA con i Chicago Bulls nel 1984, diventando in breve tempo una delle stelle della lega e contribuendo a diffondere la NBA a livello mondiale negli anni ottanta e novanta. Le sue spiccate qualità atletiche e le sue azioni spettacolari gli valsero, a partire già dalle primissime stagioni disputate tra i professionisti, i soprannomi di Air Jordan e His Airness.

Jordan è stato sei volte Campione NBA, realizzando coi Chicago Bulls ben 2 Three-peat, termine con il quale si indica la vittoria delle NBA Finals per 3 edizioni annuali di fila (91-92-93 e 96-97-98), impresa riuscita finora solo a lui e a Scottie Pippen, che era in squadra con lui.”

Tratto da Wikipedia

 

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