Kiteserf, per sentire il vento e volare più in alto

In principio era la velaterapia, ma a quanto pare anche altri sport, grazie ai quali i partecipanti possono stare in contatto con elementi naturali come il vento e con l’acqua, si sono dimostrati efficaci nell’alleviare i disturbi psichici. L’ultimo in ordine di tempo è il kitesurfing (il surf con l’aquilone che sempre più spesso vediamo sulle nostre coste).

In Italia diverse esperienze che  hanno coinvolto bambini e ragazzi con diverse problematiche psichiche, tra le quali i disturbi dello spettro autistico hanno già ottenuto risultati interessanti e proprio il contatto con la natura si è rivelato uno strumento di riabilitazione alternativa, come del resto già sostenuto anche da moltissimi studi scientifici. In particolare, fra gli elementi naturali, ad avere un particolare potere taumaturgico nei disturbi psichici sarebbe proprio il vento. Da questo presupposto è partita l’associazione Flying Hearts; che prima al mondo ha sperimentato. gli effetti positivi della cosiddetta terapia del vento su adolescenti con diverse problematiche psichiche come gli attacchi di panico, i disturbi d’ansia, la depressione maggiore, i disturbi di personalità e le psicosi.

L’aquilone e il surf quindi come panacea per tutti i mali? Sarebbe troppo sposare una tesi simile, ma i risultati positivi finora non sono mancati. A partire dalla scorsa estate, infatti, in Sardegna si sono svolti dei campi sperimentali di Kitesurf e proprio a Porto Pollo (definito “il paradiso del vento” e perciò meta favorita degli amanti del surf) a due passi da Palau e dall’Isola della Maddalena. Nei campi estivi, che hanno coinvolto diversi adolescenti già in cura presso l’Ospedale Villa S. Giuliana di Verona, specializzato in disturbi psichici dell’adolescenza, l’esperienza sportiva – incentrata dunque sul contatto con l’acqua e il vento – è stata affiancata dal supporto di una équipe medica composta da specialisti e di un team di professionisti esperti del settore: tutti hanno collaborato  per garantire la messa in sicurezza di queste attività, che sembrerebbero ai più troppo rischiose. Al kitesurf sono state affiancate altre terapie di stampo olistico, come la cristalloterapia, i fiori di Bach e la terapia del suono.

Proprio questa contaminazione di saperi sembrerebbe aver determinato il buon risultato dell’iniziativa. Il kitesurf si è rivelato, infatti, particolarmente efficace come forma alternativa di  riabilitazione psicosociale, in quanto permette di sperimentare appieno il senso di libertà da vincoli, senza giudizi e pregiudizi, e di provare contemporaneamente emozioni forti e pure a contatto con la natura: un fatto che secondo molti studiosi sarebbe già curativo di per sé. Per continuare ad aiutare anche i più fragili a volare più in alto, l’associazione Flyng Hearts  ha coinvolto nell’iniziativa numerosi marchi di moda e lifestyle che hanno deciso di collaborare ponendo il loro marchio su 6 aquiloni che sono diventati così pezzi unici. Successivamente gli aquiloni griffati sono stati messi al’asta sul sito CharityStars, piattaforma digitale specializzata nella vendita all’asta di esperienze e oggetti esclusivi per beneficenza. Per contribuire a questo progetto basta partecipare all’asta cercando aquiloni griffati su www.charitystars.com. Per i risultati bisognerà attendere la prossima estate sperando di poter augurare ancora a tutti i ragazzi “buon vento!”

Paola Sarno