I piani di azione Oms per l’Europa ed il mondo

Oggi la maggior parte dei Paesi europei ha messo a punto politiche e leggi in materia di salute mentale e molti stanno compiendo progressi nella realizzazione di servizi territoriali. Tuttavia la capacità e la qualità dei servizi e del personale sanitario sono estremamente eterogenee in Europa, stando al numero di posti letto, alla copertura dei servizi territoriali, al numero di psichiatri o infermieri o ancora rispetto agli investimenti finanziari. Alcuni Paesi, come l’Italia grazie alla Legge 180/78, sono all’avanguardia quanto al tipo di visione e alla qualità delle attività svolte. Altri dispongono di una rete capillare di servizi territoriali. Altri ancora continuano però a gestire i servizi di salute mentale principalmente tramite grandi ospedali psichiatrici e incontrano ostacoli nell’attuazione delle proprie strategie.

Per questo motivo l’Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’Europa ha elaborato un Piano d’Azione, guidato dal rispetto dei diritti umani fondamentali delle persone e dalle esperienze degli utenti e dei curanti de servizi di salute mentale. Il Piano d’Azione, che intende uniformare nella Regione europea le buone pratiche di salute mentale, si pone sette obiettivi, i quali prevedono che:

– tutti i cittadini abbiano le medesime opportunità di ottenere il benessere mentale a qualsiasi età, in particolare i soggetti più vulnerabili o a rischio;
– le persone con problemi di salute mentale siano cittadini che vedono perfettamente riconosciuti, protetti e promossi i loro diritti umani;
– i servizi di salute mentale siano accessibili anche dal punto di vista finanziario, competenti e a disposizione della collettività in base al bisogno;
le persone abbiano diritto a una terapia rispettosa, sicura ed efficace;
– i sistemi sanitari debbano fornire valide cure per la salute fisica e mentale di tutti e, in particolare, quelli per la salute mentale collaborino e si coordinino con altri settori della sanità;
– la governance per la salute mentale e l’erogazione dei servizi siano basati su informazioni e conoscenze attendibili.

Il Piano analizza anche obiettivo per obiettivo tutte queste specifiche voci, stabilendo – sulla base dei risultati che si intendono ottenere -, tutte le singole azioni necessarie al loro raggiungimento.

L’Oms si è anche espressa riguardo agli obiettivi di salute mentale nel mondo ed ha, a questo riguardo, elaborato e diffuso – da poco anche in lingua italiana – un Piano d’Azione globale con validità 2013-2020. Il suo scopo generale consiste nel promuovere il benessere mentale, prevenire i disturbi mentali, offrire cure, aumentare le opportunità di recovery, promuovere i diritti umani e ridurre la mortalità, la morbilità e la disabilità nelle persone con disturbo mentale.

Tutto ciò ponendosi quattro principali obiettivi: rafforzare la leadership e la governance in salute mentale; fornire servizi di salute mentale e di supporto sociale comprensivi, integrati e capaci di risposta a livello territoriale; implementare strategie di promozione e prevenzione; rafforzare i sistemi informativi, le evidenze scientifiche e la ricerca per la salute mentale.

Il piano d’azione si poggia su sei principi:

  • accesso e copertura sanitaria universali (indipendentemente da età, sesso, situazione socio-economica, razza, etnia di appartenenza oppure orientamento sessuale, e secondo il principio di uguaglianza, le persone con disturbo mentale dovrebbero poter accedere, senza correre il rischio di impoverirsi, ai servizi sanitari e sociali essenziali che consentano loro di ottenere la recovery e raggiungere la migliore condizione di salute possibile);
  • diritti umani (le strategie, le azioni e gli interventi riguardanti il trattamento, la prevenzione e la promozione in salute mentale devono essere aderenti alla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità e agli altri strumenti internazionali e regionali in materia di diritti umani);
  • interventi basati su evidenze scientifiche (le strategie, le azioni e gli interventi riguardanti il trattamento, la prevenzione e la promozione in salute mentale devono basarsi sulle evidenze scientifiche e/o sulle pratiche migliori, tenendo conto delle considerazioni culturali);
  • approccio orientato a tutte le fasi della vita (le politiche, la pianificazione ed i servizi di salute mentale devono tener conto dei bisogni sanitari e sociali relativi a tutte le fasi della vita – prima e seconda infanzia, adolescenza, età adulta e vecchiaia);
  • approccio multisettoriale (globale e coordinato in materia di salute mentale presuppone il coinvolgimento divari settori pubblici quali quello della sanità, dell’istruzione, del lavoro, della giustizia, dell’abitazione, dell’assistenza sociale e di altri settori rilevanti, nonché del settore privato, secondo modalità appropriate alla situazione del paese);
  • empowerment delle persone con disturbo mentale e disabilità psicosociali (le persone con disturbo mentale e disabilità psicosociale dovrebbero essere rafforzate nell’empowerment e coinvolte nell’advocacy, nelle politiche, nella pianificazione, nella legislazione, nella prestazione di servizi, nel monitoraggio, nella ricerca e nella valutazione in materia di salute mentale).

Si tratta di obiettivi complessi da adattare il più possibile alla situazione di ogni Regione e Paese, considerando soprattutto che attualmente una percentuale variabile dal 76 all’85% di persone con disturbo mentale grave non riceve alcun tipo di trattamento nei Paesi a basso e medio reddito e che anche in quelli ad alto reddito il rispettivo tasso è compreso fra il 35 e il 50%. In media quindi oltre la metà degli abitanti del pianeta con sofferenza mentale grave non riceve ancora oggi nessuna cura.

Per il raggiungimento degli obiettivi che si sono fissati e attraverso i principi suindicati, Il Piano propone agli Stati membri e ai partner internazionali e nazionali nonché al segretariato una serie di azioni volte al loro raggiungimento nell’arco di otto anni. Per ognuno degli obiettivi il Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020 fornisce anche indicatori per il monitoraggio del progresso da ottenere e appositi strumenti di verifica step by step.

PAOLA SARNO

Foto: United States Mission Geneva | Flickr | CCLicense