Lars von Trier e la trilogia della depressione

Il famoso regista danese Lars Trier, in arte Lars “von” Trier, è famoso non solo per i suoi film d’autore (Dogville, Le onde del destino, Dancer in the Dark) ma anche per il fatto di essere un vero e proprio “personaggio” spesso strambo e controverso. Basti pensare che nel 2011 al Festival di Cannes si presentò con una maglietta con la scritta “Persona non grata”, dopo che il suo ultimo film Melancholia fu eliminato dal Festival dove era in gara tra i film “in concorso” in seguito a una bizzarra e provocatoria dichiarazione del regista: “Capisco Hitler. Ha fatto molte cose sbagliate, assolutamente, ma posso immaginarmelo seduto nel suo bunker, alla fine… mi immedesimo, sì, un po’”.

Personaggio bizzarro e provocatorio Lars von Trier è anche un uomo tormentato dalle sue fobie, come egli stesso afferma “ne ho da vendere”, ad esempio una delle fobie principali è legata ai mezzi di trasporto che non siano automobile o camper, infatti il regista non prende mai l’aereo, dunque non può effettuare viaggi in luoghi troppo distanti, e per quanto riguarda i treni viaggia solamente in quelli di una certa compagnia. Ogni anno infatti si reca al Festival di Cannes viaggiando in camper. Lars von Trier ha dichiarato di essere anche ipocondriaco e di temere sempre di avere qualche tipo di malattia mortale.

Ma il principale disturbo mentale di cui soffre è la depressione, tant’è che ha dedicato a questo tema una trilogia cinematografica: Antichrist (2009), Melancholia (2011), Nymphomaniac (2014), caratterizzata dalla presenza dell’attrice Charlotte Gainsbourg, che ha lavorato con Lars von Trier a queste tre pellicole, mentre attrici come Nicole Kidman (Dogville) o la cantante Bjork (Dancer in the Dark) sono “scappate” da lui dopo un solo film. A questo proposito c’è un aneddoto secondo cui Bjork, personaggio altrettanto bizzarro, ogni mattina all’inizio delle riprese di Dancer in the Dark salutava il regista con un “buongiorno signor von Trier, io la disprezzo” accompagnato da uno sputo a terra.

Un’attrice invece riconoscente a Lars von Trier è Kirsten Dunst, protagonista di Melancholia. L’attrice ha iniziato a soffrire gravemente di depressione nel 2008 fino a richiedere il ricovero in una clinica. Dopo il percorso terapeutico Kirsten Dunst ha potuto tornare a recitare e lo ha fatto in un film molto doloroso come Melancholia. Il tema principale di questa pellicola è proprio quello della depressione narrata attraverso il punto di vista del regista Lars von Trier. Kirsten Dunst ha dichiarato “Lars, con la sua tipica sincerità, ha ammesso di essersi ispirato alla sua propria battaglia con la depressione in fase di stesura del copione. Nel film, Justine (Kirsten Dunst) fa cose che lui racconta di aver fatto quando era depresso”.

Nel film il pianeta Melancholia rappresenta metaforicamente la depressione, esso è raffigurato come esponenzialmente più grande della Terra in un magnifico prologo interamente costruito in ralenti e accompagnato dalla musica del Preludio del Tristano e Isotta di Wagner che fin dall’inizio trasmette quelle sensazioni di incertezza, sofferenza e terrore profondamente radicate nell’opera wagneriana. Il Preludio di Wagner ha una natura maestosa e soprannaturale che si sposa perfettamente con l’immagine del pianeta Melancholia e che lo evoca più volte nel corso del film trasmettendo allo spettatore il senso di minaccia incombente nei confronti dell’umanità e della Terra, realtà molto più piccole. Musica e immagini dunque si fanno entrambe metafore della depressione del regista e per estensione della sofferenza di qualsiasi essere umano affetto da depressione. Alla fine del prologo, dopo lo scontro fra il pianeta Melancholia e la Terra, l’inquadratura nera e il rombo del pianeta rappresentano la fine tramite l’assenza: di luce, di suoni che non siano altri da quello del pianeta, di vita e di speranza.

Una visione dolorosa della vita, quella di Lars von Trier, che si fa portavoce di chi pensa di essere senza speranza perché affetto da un malessere profondo e non riesce a vedere più la luce. La fine del mondo e dell’umanità che vengono divorate da questo enorme pianeta che avanza imperturbabile rappresentano la discesa dentro il tunnel della depressione da cui la maggior parte delle persone depresse crede di non uscirne più.

Attualmente Lars von Trier sta lavorando al suo prossimo film The House That Jack Built incentrato sulla storia di un serial killer narrata dal punto di vista dell’assassino. Ancora non si sa quando inizierà la produzione dato che i tempi del regista possono variare di molto a seconda del suo umore. Si pensi che, sempre da una dichiarazione dello stesso regista, un film come Dogville è stato girato in soli 12 giorni sotto uso di eccitanti, mentre per Nymphomaniac, realizzato in condizioni quasi sobrie, ci è voluto un anno e mezzo.

Guarda il prologo di Melancholia: