Affari sulla pelle dei migranti

Non è facile realizzare progetti quando la torta dei compensi è tanto elevata. Sembrerà un controsenso, ma con tanti soldi in ballo aumentano gli interessi contrastanti e si complicano le cose. Per l’accoglienza dei rifugiati di soldi sul tavolo ce ne sono molti, tra contributi nazionali e comunitari. Perciò nel grande caos dei migranti è emerso che alcuni italiani hanno voluto approfittare di questa situazione, cercando di intascare soldi illecitamente attraverso sistemi mafiosi e atti di corruzione.

Mentre tra gli italiani onesti si parla solo di accogliere o respingere i migranti, tra quelli che avrebbero dovuto garantire legalità ed efficienza nei servizi ai migranti sono stati individuati malaffaristi e sfruttatori. Vedi l’inchiesta “Mafia Capitale” e gli introiti statali gonfiati del Cara di Mineo, in Sicilia.

Il Cara di Mineo è uno dei centri di accoglienza più grandi d’Europa, dove la cooperativa che lo gestisce ha intascato soldi per migranti che in realtà avevano abbandonato il centro da tempo, arrivando a una “lievitazione” dei soldi percepiti illecitamente di circa un milione di euro. L’indagine su “Mafia Capitale” ha fatto venire allo scoperto un sistema di appalti per l’accoglienza dei migranti, ottenuti con metodi mafiosi e di speculazione sui soldi giornalieri dedicati a questi. I soldi che giornalmente vengono elargiti alle cooperative che si occupano dei rifugiati, ammontano per lo più tra i trenta e i trentacinque euro a persona. Si tratta di soldi che alletterebbero chiunque. Non a caso, Buzzi e Carminati, i due più noti protagonisti di “Mafia Capitale” parlavano di guadagni più lauti di quelli che si ricavano vendendo droga.

Questi due esempi di sfruttamento dei rifugiati dimostrano che è necessario che lo Stato si dia da fare per riportare trasparenza e legalità in tutti gli appalti e in tutte le cooperative che gestiscono l’accoglienza. Senza dimenticare che tante altre cooperative, impegnate nel settore dei servizi ai migranti e non solo, operano nella legalità e nel rispetto delle commissioni ricevute.