Robert Schumann e le sue personalità: Eusebio e Florestano

Tra i compositori romantici più innovativi, ma apprezzato appieno solo dopo la sua morte, Robert Schumann era anche critico e teorico, spesso firmava i suoi pezzi, discussioni e recensioni musicali, con gli pseudonimi di Eusebio e Florestano, dove a volte compariva una terza figura mediatrice chiamata Maestro Raro. Eusebio rispecchia l’aspetto timido e riflessivo di Schumann mentre Florestano quello esuberante e impetuoso. Il Maestro Raro invece era ispirato al suo maestro di pianoforte Friedrich Wieck, padre di sua moglie Clara.

Gli pseudonimi di Eusebio e Florestano rappresentano dunque le due anime di Schumann, le sue due personalità artistiche che discutono non sono nelle riviste di critica musicale ma che lottano e si scontrano anche nelle sue composizioni, ne sono degli esempi lampanti i caratteri contrastanti presenti nella Kreisleriana e nel Carnaval.

Le sue composizioni furono molto attaccate per la loro forma non convenzionale, a questi attacchi da parte dei critici Schumann rispondeva «Come se tutte le rappresentazioni della mente dovessero assumere una veste corrispondente a un paio di formule! Come se ogni idea non nascesse con la sua forma già bell’è pronta! Come se ogni opera d’arte non avesse un suo significato e di conseguenza una sua forma!».

Artista da una personalità forte Robert Schumann era anche un uomo molto sensibile: da bambino andava di nascosto al pianoforte e suonando delle serie di accordi piangeva a dirotto per l’emozione che il suono e le musica dei tasti gli provavano; pianse una notte intera per la morte di Franz Schubert; e l’emozione che provava leggendo gli scritti di Jean Paul (suo autore preferito) era talmente intensa che, come lo stesso Schumann affermò, lo portava sull’orlo della pazzia.

Nel 1851, cinque anni prima di morire, iniziò a soffrire di allucinazioni. Ma già da giovane era ossessionato dalla tecnica e al fine di ottenere una perfetta elasticità nelle dita delle mani inventò un metodo molto duro con cui si contrasse l’anulare destro e ne perse l’uso per sempre. Dal 1840 circa i disturbi mentali già presenti peggiorarono progressivamente fino alla morte nel 1856. Schumann sentiva, o era convinto di sentire, in un orecchio un suono fisso, un La incessante egli diceva, che gli impediva di pensare e parlare. Fu ricoverato in una casa di cura di Endenich, nei pressi di Bonn, dalla quale non uscì più.