Disagio mentale e carcere: i numeri di un’epidemia

9601321050_d88c68e5f6_z

Il carcere è spesso causa di disagio mentale tra i detenuti, che colpisce circa 42 mila persone in stato di detenzione, in Italia.

Si registrano, infatti, casi di psicosi, depressione e disturbo della personalità con un incidenza anche triplicata rispetto alla popolazione libera.

Tra le persone libere la diffusione delle psicosi è all’ 1%, tra i detenuti, invece, al 4%. Anche la depressione è più frequente tra i carcerati (10%), mentre nella popolazione generale si attesta al 2-4%. Il disturbo della personalità è in percentuale dalle 6 alle 13 volte maggiore relativamente al 5-10% della popolazione libera. Inoltre, anche i disturbi per assunzione di droghe sono in numero molto superiore rispetto alla percentuale delle persone non detenute (48% contro 4%).

Il progetto multidisciplinare “INSIEME- La salute mentale in carcere” vuole fare fronte a questa dura piaga ed previsto solo in alcune carceri italiane. Promotori del progetto: la Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria, la Società Italiana di Psichiatria e la Società Italiana di Psichiatria delle Dipendenze con il supporto di Otsuka.

Con questa iniziativa, si attiveranno corsi di formazione per gli operatori penitenziari e al fine di innalzare i livelli di assistenza rivolta ai detenuti a quelli della popolazione generale.

L’ obiettivo del progetto è interrompere il circolo vizioso della sofferenza psichica e introdurre un approccio integrato alla gestione dei disturbi psichici in carcere ed anche dopo la scarcerazione del detenuto.

 

Foto di Marco  (CC BY 2.0)