RomaFF11: “Moonlight” di Barry Jenkins apre la Festa del Cinema di Roma

Schermo nero, musica, il rombo di un’automobile, poi l’immagine: uno spacciatore di nome Juan (Mahershala Ali) scende dall’auto e la macchina da presa lo segue roteando intorno a lui e agli altri personaggi in una regia che si mostra dinamica fin dalla prima inquadratura, dinamica e sbandata come la vita del piccolo Chiron. Chiron infatti corre, sta scappando da alcuni bulli che vogliono picchiarlo e la regia enfatizza questa corsa sfrenata e agitata con un’inquadratura altrettanto frenetica e instabile. Il ragazzino si rinchiude nella prima baracca che trova ed aspetta che i bulli se ne vadano. Lo trova Juan, che si rivelerà una sorta di padre per Chiron, e lo accoglierà in casa sua insieme alla moglie Teresa (Janelle Monae), per poi riportarlo dalla madre Paula (Naomie Harris), una tossicodipendente dai modi scontrosi.

Moonlight è diviso in 3 capitoli: 1) Little, 2) Chiron, 3) Black. Tre modi diversi per chiamare Chiron, afroamericano della periferia di Miami, e tre diverse fasi della sua vita, dall’infanzia all’età adulta (interpretato rispettivamente da Alex Hibbert, Ashton Sanders e Trevante Rhodes). “Piccolino” lo chiamavano i bulli e “Black” il suo unico amico Kevin. Spaziando fra droga, bullismo, omofobia, omosessualità, violenza, famiglia Moonlight riesce a mettere insieme e a trattare i diversi temi in modo naturale, senza risultare ridondante, mirando a fotografare via via la vita di un bambino, poi adolescente e infine uomo in una successione dei fatti però piuttosto prevedibile e a tratti un po’ retorica.

Chiron è diverso, silenzioso, solo e il film scritto e diretto da Barry Jenkins si rivela una sorta di romanzo di deformazione a tutti gli effetti. Infatti Chiron cresce ma solo biologicamente, non troppo per colpa sua, piuttosto per quello che la vita gli ha riservato, ed è proprio questa stasi, questa non evoluzione a caratterizzare il film e il suo protagonista mentre i capitoli si susseguono, la pellicola avanza, il tempo passa, Chiron invecchia ma non evolve. La regia risulta sensibile e vicina ai personaggi. Degna di nota è la scena del bagno di Chiron e Juan, dove la macchina da presa si muove e ondeggia come le onde del mare, sopra e sotto il livello dell’acqua.

Presentato al Telluride Film Festival e al Toronto International Film Festival, Moonlight apre oggi l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma 2016.

Voto: 6