Giovani disoccupati: il potenziale che farebbe la differenza

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PricewaterhouseCoopers, importantissimo network di consulenza aziendale, ha stabilito in un’indagine economica alcuni dati su cui i politici del nostro paese dovrebbero riflettere. Partiamo dai “Neet” (not engaged in education, employment or training), ossia quella categoria di persone che non è in alcun modo impegnata in un lavoro né in un corso formativo; per dirla all’italiana, i Neet sarebbero tutti coloro che fanno parte del gruppo della popolazione inattiva.

Ebbene, se in Italia si imbastissero politiche in favore dell’occupazione di queste persone, il prodotto interno lordo aumenterebbe del 7-8%. Questo sarebbe un modo intelligente di far fronte alla crisi economica che, secondo Mario Draghi (governatore della BCE) mieterà vittime tra coloro fanno parte della generazione più istruita di sempre. In pratica sarà sempre più dura per i giovani di adesso riuscire a costruirsi un futuro di prosperità.

 In Italia i Neet sono in aumento, con un tasso del 34% nel 2015 e del 37,5% a ottobre del 2016. Con questi numeri il bel paese si colloca al 34°posto nella classifica  dei 35 paesi membri dell’ Ocse, dove alle ultime posizioni ci sono Grecia, Spagna, Portogallo e Turchia. Si registra invece un tasso Neet inferiore di 26 punti rispetto all’Italia in paesi come Svizzera, Germania e Austria.

 A questi dati, il governo ha risposto con la riforma Giannini che ha introdotto l’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro per gli studenti delle scuole superiori, che a discrezione delle aziende potranno sperimentarsi in apprendistati. Questa riforma rappresenta una misura debole da parte del governo, in quanto le aziende non sono obbligate a offrire tirocini ai giovani studenti.

Nei paesi delle prime posizioni della classifica, invece, si registra un diverso approccio delle aziende verso i giovani, dove vige una sana applicazione  del dualismo formazione-lavoro e si è superato l’”informal recruitment” per cui non si stigmatizzano più i giovani che sono in condizioni meno vantaggiose.

 

Foto di Jody Sticca (CC BY-NC-ND 2.0)