Vivere in carcere: “Prigioni d’Italia”

In Italia le condizioni di detenzione carceraria sono quasi disumane. Stare in cella, per un detenuto, è una prova molto ardua, soprattutto quando la pena è pluriennale. Quindi, è 1ora che le forze politiche italiane, che fino ad ora hanno trascurato la piaga carceraria, si lascino coinvolgere da un discorso di miglioramento delle condizioni detentive del nostro paese. RepTv ne parla qui.

Le persone che entrano in carcere ogni anno sono diminuite del 30% rispetto agli anni 2000.

Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti, con 24.273 casi (il 38,8%). Seguono i reati di rapina (18.064 casi, pari all 28,9%), e furto (13.531, il .21,6%).

Le reazioni al carcere da parte dei detenuti sono molteplici, le descrive la direttrice del carcere Regina Coeli: ”le reazioni sono dolore, aggressività, depressione, autolesionismo, suicidio”.

Parla un detenuto: ”…In carcere ci sono delle regole non scritte alle quali devi attenerti…devi tenere la testa bassa, sopportare le provocazioni e il contatto frenetico che c’è con le altre persone…non si è mai soli, non c’è possibilità di starsene da soli…”