“La La Land”: il sogno musicale di Damien Chazelle

Da tempo non si vedeva un film come l’ultima opera di Damien Chazelle, La La Land non è solo un musical che cita e omaggia gli anni d’oro del genere musicale della grande Hollywood (Singing in the rain su tutti), andando avanti con gli anni infatti strizza l’occhio anche a Grease. Ma cos’è che fa di La La Land un film eccezionale? Un film che tutti possono amare perché racchiude la vera duplice essenza del cinema in quanto arte ed intrattenimento. La La Land è infatti spettacolo puro, quel cinema spettacolare e performativo che trova la sua massima espressione nel musical. La La Land è meraviglia per gli occhi (e per la mente) con le sue fresche coreografie interpretate in modo elegante sia da Emma Stone che da Ryan Gosling; con una brillante e fiabesca fotografia, dai colori iperreali e accesi ma anche un minuzioso e suggestivo lavoro su ombre e chiaroscuro; con gli straordinari effetti speciali impensabili e impossibili anni fa, e una regia in stato di grazia con una macchina da presa in continuo movimento tra panoramiche e ascese in cielo nella “città delle stelle”. Non in ultimo va citata la colonna sonora di Justin Hurwitz, con brani eterogenei che vanno dal jazz più puro fino a quello con venature gospel, allo swing e alla malinconica ballata City of stars riproposta in diversi arrangiamenti e a brani che riprendono il sound del musical hollywoodiano anni ’50. Un perfetto compromesso tra classicismo e innovazione, tradizione e modernità, passato e presente.

La pellicola è divisa in capitoli, in alcune fasi narrative e della vita segnate dal cambio delle stagioni, con una struttura ciclica (dall’inverno all’inverno). All’inizio del film lo spettatore viene immediatamente immerso e sommerso dalla prima performance corale e da una regia spettacolare e iperdinamica. Ma La La Land è anche altro, sotto la superficie e la cornice del musical emergono le storie di due vite, quelle di Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling), che continuano a incrociarsi, scontrarsi, battibeccarsi e anche ad amarsi. Tra molta ironia, fatica, determinazione, grandi sogni e un po’ di malinconia Mia e Sebastian, apparentemente opposti e inconciliabili, si arricchiscono l’un l’altra.

Grandi protagonisti del film sono gli ideali incarnati dai personaggi di Mia e Sebastian, ideali rigidi e immutabili (rappresentati anche ironicamente ad esempio nel divertente episodio di fanatismo riguardante lo sgabello in casa di Sebastian), dunque ideali che va bene rincorrere ma, ci dice La La Land, bisogna anche integrarli in un mondo terreno, reale, e se capita di scendere anche a compromessi va bene, se il fine è quello di andare avanti e di smussare e adattare questi ideali puramente astratti in un contesto più tangibile, per trasformarli e renderli concreti e attualizzabili.

Il meraviglioso epilogo è un vortice inarrestabile di sensazioni ed emozioni dove l’estetica concorre di pari passo come strumento di creazione di altri mondi, come i sogni, come il cinema.

Degno di vincere tutte le 14 candidature agli Oscar!

Voto: 10 e lode

Al cinema!