“La battaglia di Hacksaw Ridge” di Mel Gibson

La battaglia di Hacksaw Ridge

A dieci anni di distanza da Apocalypto, Mel Gibson torna dietro la macchina da presa per il suo ultimo (capo)lavoro La battaglia di Hacksaw Ridge.

Ralenti, ombre di soldati in movimento, fumo, polvere e fuoco, il solo rumore di uno sparo, lo scoppio, un corpo ardente che balza tra le fiamme. Mel Gibson scaraventa da subito lo spettatore nel bel mezzo della battaglia, e nel cuore del film, ma solo per qualche attimo per poi riavvolgere il nastro fino a “16 anni prima”. Desmond T. Doss (Andrew Garfield) è ancora un bambino e sta lottando con il suo fratellino nel giardino fuori casa. Crescendo, Desmond, profondamente credente, comincia a studiare medicina per raggiungere la sua ambizione di diventare medico e salvare delle vite umane. Ma nel 1942, all’età di 23 anni, decide di arruolarsi nell’esercito. Di solidi ideali, Desmond è un uomo orgoglioso e contro ogni forma di violenza. Così, dopo una prima metà introduttiva, di presentazione del personaggio e di esplicazione dei problemi affrontati, tra derisioni, accuse, visite psichiatriche, aggressioni e processo, infine al soldato Doss viene concesso di andare nel campo di battaglia senza alcuna arma con cui proteggersi. A questo punto, dopo la lunga introduzione tesa a creare e consolidare la simpatia dello spettatore con il protagonista, il film arriva al suo punto di svolta: la battaglia di Okinava.

Mel Gibson mette in scena l’inferno della guerra mostrando qualsiasi atrocità, senza risparmiare nulla allo spettatore: arti mozzati, interiora, corpi infuocati, alla terrificante violenza visiva si aggiunge l’enorme fragilità psicologica espressa tramite la paura, il terrore, gli incubi, lo shock, la disperazione. Mel Gibson ha rappresentato la doppia faccia dell’uomo in quanto animale fatto di istinto di sopravvivenza ed essere pensante con una psiche fragile. La battaglia di Hacksaw Ridge non è tanto un film di guerra, quanto un film su tanti aspetti ad essa legati, è un film sulla devastazione esterna e fisica, inevitabilmente legata a quella interna e psichica, è un film sull’odio verso l’odio, e poi sulla fede, sugli ideali, sulla forza interiore incarnati nel protagonista. Desmond T. Doss continuava a pregare “Signore, aiutami a salvarne ancora uno“, ancora un uomo e un altro ancora rimasti feriti a terra e creduti morti, così facendo, con immenso coraggio, amore e compassione Desmond T. Doss, il primo obiettore di coscienza della storia, salvò 75 vite umane.

La battaglia di Hacksaw Ridge è un film devastante, terrificante, che lascia sconvolti e senza fiato, Andrew Garfield è eccezionale nel ruolo di Desmond T. Doss con la sua faccia da bravo ragazzo e un’intensa recitazione, la cosa che forse dà più all’occhio dal punto di vista tecnico è il montaggio estremamente frenetico per quasi tutta la seconda metà del film.

Candidato a 6 Oscar, La battaglia di Hacksaw Ridge ha tutto dal punto di vista estetico per esser etichettato come un classico blockbuster americano, e in effetti è anche questo, è un film visivamente spettacolare, ma c’è molto altro. L’ultimo capolavoro di Mel Gibson è anche un film d’autore estremamente umano e in questo risiede il suo linguaggio universale con cui ancora una volta il regista parla di fede e forza interiore, di emozioni e sensazioni.

Voto: 10

Al cinema!