“Numeri Pari”: la Rete per uguaglianza, giustizia sociale e dignità

Contro le disuguaglianze, per la giustizia sociale e la dignità: questo con questo impegnativo programma è nata a Roma il 17 gennaio scorso Numeri Pari”, una rete promossa da Gruppo Abele, Libera, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) e Rete della Conoscenza, a cui stanno aderendo centinaia di realtà sociali diffuse su tutto il territorio nazionale, tra associazioni, cooperative, parrocchie, reti studentesche, comitati di quartiere, campagne, progetti di mutualismo sociale, spazi liberati, reti e semplici cittadini. All’incontro di presentazione alla stampa hanno partecipato don Luigi Ciotti, presidente di Libera e fondatore del Gruppo Abele, i due portavoce di Numeri Pari – Leopoldo Grosso, presidente onorario del Gruppo Abele, e don Armando Zappolini, presidente del CNCA , Martina Carpani, coordinatrice della Rete della Conoscenza, don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità di Milano, don Angelo Cassano, della parrocchia San Sabino di Bari, Viola De Andrade Piroli, di Baobab experience, Giuseppe De Marzo, di Libera e Simona Panzino, del Social Pride.

Come si evince dal Documento promosso da tutti i soggetti coinvolti, la rete dei Numeri Pari si pone come obiettivo il contrasto alle disparità e alle disuguaglianze sociali, a favore di una società più equa, fondata sulla giustizia sociale e ambientale. Si impegna a rafforzare l’azione tra “eguali” nei territori, costruendo iniziative locali che uniscano tutte le forze delle diverse organizzazioni e dei cittadini disponibili a impegnarsi in azioni e interventi concreti, dando luogo a significative sperimentazioni che forniscano idee e gambe per un effettivo welfare municipale. Per un’azione concreta contro vecchie e nuove povertà e contro ogni forma di esclusione sociale, Numeri Pari intende ripartire dalle misure di Sostegno all’ Inclusione Attiva (SIA) previste dai Comuni, senza tuttavia condividere l’ossimoro dell’universalismo selettivo come stratagemma per ovviare alla limitatezza delle risorse e senza negare la necessità di forme di sostegno al reddito come già stabilito dalla Costituzione europea all’art.34 della Carta di Nizza. E, fra i principali elementi di discontinuità nell’approccio alle politiche sociali che permettono una radicale inversione di tendenza, Numeri Pari ha individuato: le politiche tese all’obiettivo “sfratti zero”, quelle di adeguamento del Fondo Nazionale Sociale per un’applicazione uniforme dei Lea su tutto il territorio nazionale, le misure per tenere la spesa sociale fuori dal Patto di Stabilità , gli investimenti sull’infanzia e, non ultima, l’istituzione del reddito di dignità già realtà nei Paesi Ue.

Il ruolo di Numeri Pari” – si legge nel Documento – “consiste anche nel realizzare, sostenere e diffondere nuove economie in grado di rispondere ai bisogni delle vecchie e delle nuove sacche di marginalità e povertà, costruendo una diversa economia a dimensione locale, integrata nella rete di relazioni della comunità, che abbraccia la coltivazione di terre incolte, la biodiversità, l’alimentazione sana, gli orti urbani e i mercati locali a km zero, l’agricoltura sociale, i gruppi di acquisto solidale,… la rigenerazione delle aree dismesse e degli spazi urbani, le officine di riparazione, i servizi per la mobilità dolce, il riciclo di materiali d’uso, la conversione di officine fallite, la cura dell’ambiente e le energie pulite, il riassetto idrogeologico del territorio,… fino alla promozione culturale i doposcuola popolari, i servizi alla persona e le azioni di prossimità”.

La rete non pretende di generare una nuova struttura, ma promuove il coordinamento di quelle esistenti, articolandosi in Nodi territoriali composti dai soggetti aderenti che, in maniera autonoma, portano avanti attività, vertenze e progetti sui territori, condividendo a livello nazionale l’impegno e gli obiettivi definiti dal documento base. La rete intende, inoltre, sviluppare forme di democrazia partecipativa e comunitaria che garantiscano orizzontalità, partecipazione e trasparenza nei processi decisionali, per ovviare alla grave crisi della rappresentanza politica che continua ed erodere spazi di partecipazione e di deliberazione, aumentando ulteriormente le disuguaglianze.

Numeri Pari fa parte dei Movimenti Popolari protagonisti del 3° incontro mondiale che si è tenuto a Roma lo scorso 5 novembre su iniziativa di Papa Francesco, che in quella occasione aveva dichiarato: “Voi, i movimenti popolari, siete seminatori di cambiamento, promotori di un processo in cui convergono milioni di piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia; per questo ho voluto chiamarvi ‘poeti sociali’: Con tre grandi compiti per camminare verso un’alternativa umana di fronte alla globalizzazione dell’indifferenza: mettere l’economia al servizio dei popoli; costruire la pace e la giustizia; difendere la Madre Terra.

Paola Sarno