Lo Spiraglio FilmFestival della Salute Mentale 2017

Lo Spiraglio FilmFestival 2017

Dal 31 marzo al 2 aprile scorsi si è tenuto Lo Spiraglio FilmFestival della Salute Mentale, appuntamento annuale consolidato e giunto ormai alla sua settima edizione che fonde la settima arte con il mondo della salute mentale. Diretto da Federico Russo e Franco Montini, per tre giorni, nella sala Auditorium del MAXXI di Roma, sono stati proiettati corti e lungometraggi, documentari e fiction di vario genere incentrati sul tema della salute mentale sotto diversi punti di vista, tra cui quello socio-sanitario o delle testimonianze dirette di operatori ed utenti (clicca QUI per leggere l’intervista a Vincenzo, infermiere del manicomio raccontato in Padiglione 25, Diario degli infermieri, leggi anche l’intervista al regista del documentario).

Tra i film presentati: Crazy for Football, di Volfango De Biasi, che racconta la prima nazionale italiana di calcio a 5 che partecipa ai Mondiali per pazienti psichiatrici; Senza occhi, mani e bocca, di Paolo Budassi, con la storia di Bianca, ragazza senza fissa dimora; tra gli eventi speciali: Lacci: legami familiari tra eredità e ribellione, conversazione con il regista Gianni Amelio (esordito lo scorso anno anche nel romanzo con Politeama), Domenico Starnone, Maurizio Balsamo, Antonello D’Elia; Ritratti di vite, lungometraggio di Marco Bonfante prodotto dalla ASL Roma 1, sull’esperienza dell’artista Carol Pilars de Pilar nella lettura odierna del Parco del Santa Maria della Pietà.

La personalità dello spettacolo, più precisamente del cinema, che ogni anno viene premiata con il Premio Lo Spiraglio Fondazione Roma Solidale onlus “per un’attenzione costante sull’argomento, espressa nei modi più diversi e fantasiosi”, quest’anno è stata la figura di Paolo Virzì (fresco di David di Donatello 2017 come miglior regista per La pazza gioia, vincitore anche per le categorie di miglior film e miglior attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi).

Prima di elencare i premi va dato un occhio anche al pubblico, o meglio ai “pubblici” de Lo Spiraglio, che quest’anno si differenzia appunto per un’interessante eterogeneità di spettatori e rispetto alle edizioni passate si è potuta riscontrare anche una maggiore affluenza generale.

Di seguito i premi della VII edizione con le relative motivazioni:

Premio Jorge Garcia Badaracco “Fondazione Maria Elisa Mitre” al miglior lungometraggio a:

La malattia del desiderio di Claudia Brignone
Un racconto partecipe, e mai retorico, sulle vite di chi è affetto dalla “malattia del desiderio” (la dipendenza). Con grande delicatezza e con estrema verità, Claudia Brignone entra nella complessa relazione tra operatori e tossicodipendenti. Ci racconta queste storie estreme e disperate con uno sguardo sempre attento, misurato, consapevole e mai artefatto. Un lavoro di grande rigore estetico, collocabile nel vivacissimo panorama del Cinema del Reale che negli ultimi anni ha messo in luce alcuni dei migliori registi italiani, tra cui Leonardo di Costanzo, Pietro Marcello, Alice Rohrwacher e Gianfranco Rosi.

Menzione speciale al lungometraggio a:

Controindicazione di Tamara Von Steiner
Il rito della Via Crucis, come meditazione e commemorazione della Passione di Cristo Gesù, è immagine e rappresentazione metaforica del percorso doloroso di internamento negli OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) italiani.Controindicazione si rivela una storia di dolori, di “gioiose” speranze e di ritorno alla vita, che conduce la nostra mente e il nostro cuore dentro l’orrore dell’internamento e fa intravedere la promessa di trasformazione e chiusura di quei luoghi. Quando è stato girato, la speranza di un ritorno alla vita e la promessa di superamento dell’esclusione erano ancora intatte. In questi giorni però il disegno di legge n. 2067 riguardante la riforma della Giustizia, approvato al Senato e ora in discussione alla Camera, ripropone e ripristina nelle nuove strutture REMS i vecchi ricoveri di internamento degli OPG appena svuotati. La giuria e Lo Spiraglio tutto uniscono la propria voce a quelle di quanti si stanno adoperando perché il Parlamento italiano corregga il disegno di legge in esame, in nome di una scelta di civiltà e di umanità e perché non si riaffermi un assurdo ritorno al passato dei manicomi giudiziari e la rivincita dell’istituzione totale e della logica manicomiale.

Premio Fausto Antonucci al miglior cortometraggio a:

Fiammifero (male non fare, paura non avere) di Lorenzo Ambrosino
A bordo della sua Skoda zeppa di oggetti recuperati nella spazzatura, Enzo, detto “Fiammifero”, vagabonda per i quartieri di Napoli, portando soccorso a piccioni e gatti randagi nascosti sotto i cassonetti. E intanto canticchia, ragiona, ride, fa il verso degli animali che aspettano da lui il cibo, e parla, parla da solo e dunque parla a noi, di quanto sia semplice la ricetta del bene. Con questi minimali ingredienti visivi e sonori, Lorenzo Ambrosino è riuscito a costruire nel breve arco del cortometraggio un personaggio completo e umano, a suo modo tipico eppure speciale, teatrale e allo stesso tempo autentico. E’ quel che si chiede a questo formato cinematografico: raccontare una storia, anzi un’intera vita, in pochi minuti, e Ambrosino ci è riuscito.

Lo Spiraglio è stato organizzato da ASL Roma 1 – Dipartimento Salute MentaleROMA CAPITALE, in partenariato con Fondazione Roma Solidale onlus e in collaborazione con MAXXI.