PING & PLAY: IL PORTALE DEI GIOCATORI DA TAVOLO

pingandplay

Il gioco da tavolo ormai si sta diffondendo sempre di più. L’offerta è sempre più vasta (forse anche troppo vasta), e spesso non riusciamo neanche a capire quale possa essere il gioco che fa per noi. Inoltre, una volta trovato, magari non abbiamo con chi giocarci, e non sappiamo neanche se al mondo ci sono persone alle quali piace giocare al nostro gioco. Insomma, il “ludomane” finisce per rintanarsi nel proprio appartamento, oppure finisce per giocare sempre agli stessi giochi, e sempre con le stesse persone.

Fortunatamente è nato un portale che può aiutare i giocatori da tavolo a trovare facilmente gruppi sempre nuovi, per provare così giochi sempre differenti (e, perché no, giochi vecchi ma con nuove persone!). Parliamo di Ping & Play (www.pingandplay.com) un progetto nato da qualche mese, e che ha proprio lo scopo di “aggregare” in un certo senso le persone. Ne parliamo con uno degli ideatori e fondatori, Catello Vuolo.

Catello, parlaci del progetto al quale state lavorando.

Ping and Play è un progetto a cui stiamo lavorando da circa un anno (insieme a Davide Arnesano e Nunzio Andolfo). L’idea è quella di realizzare una piattaforma web con la quale le persone potranno organizzare partite al gioco da tavolo in maniera più semplice e più veloce. L’idea è anche quella di aggregare persone e trovare un sistema automatizzato che permetta alle persone di conoscersi, giocare, fare nuove amicizie, ma alla base di tutto l’intento è quello di riuscire ad organizzare partite sostanzialmente.

Piccola parentesi, come vi siete conosciuti con Davide e Nunzio?

Conoscevo già Nunzio, col quale avevamo gli stessi interessi in questo senso, ma sentivamo che mancava una parte creativa. Così ci siamo rivolti qui al “Millepiani” (co-working zona Garbatella, Roma), e il gestore è rimasto entusiasta della cosa. Mi ha detto: “questa idea è bellissima devi realizzarla subito!”. Ci ha quindi presentato Davide, proprio qui a questo tavolo dove siamo ora. Ho scoperto che Davide già stava lavorando a qualcosa di questo tipo da tempo, aveva già pensato ad un logo, ed ora che aveva trovato un team composto anche da esperti di comunicazione ha colto la palla al balzo.

Tornando a Ping & Play, possiamo definirlo un social network dei giochi da tavolo?

Possiamo definirlo solo in piccola parte social network, perché abbiamo voluto limitare tantissimo le funzionalità social sulla piattaforma. Non vogliamo che le persone rimangano troppo tempo sulla piattaforma, che è pensata per organizzare, e poi vedersi e giocare.

Come funziona nello specifico?

Le persone di base possono fare due tipologie di operazioni: cercare partite già organizzate, oppure potranno decidere di organizzarle. Le partite possono essere organizzate o in casa (quindi all’interno di uno spazio privato), con tutti i sistemi di privacy necessari in tal senso, oppure “fuori casa”, ossia all’interno di uno spazio o locale pubblico. Stiamo già chiedendo la disponibilità di una serie di locali disponibili ad ospitare questa tipologia di partite.

Vi siete rifatti a qualche portale simile, o è tutto farina del vostro sacco?

L’idea è assolutamente nata da noi, da una nostra esigenza. Spesso ci rendevamo conto di voler giocare a qualche gioco, ma allo stesso tempo notavamo che non c’erano mai persone disponibili. E allora perché non pensare di creare una piattaforma che ci potesse aiutare in tutto questo? È chiaro che poi nello sviluppo ci siamo poi ispirati a tanti altri sistemi di sharing economy che comunque hanno già degli standard in tal senso, quindi l’idea è innovativa ma segue gli standard del momento.

Avete dei problemi a livello tecnico?

Mi viene da dire che ci sono variabili che sono suscettibili di cambiamento. Saprai benissimo che le partite possono avere un numero minimo e un numero massimo di partecipanti. Ci possono essere problemi se qualcuno disdice all’ultimo perché potrebbe rendere impossibile la partita, e tutto questo (soprattutto nei rapporti col locale) deve essere gestito ed armonizzato con un’esperienza la più semplice e tranquilla possibile.

Chi è il “cliente” tipo per voi? C’è già qualcuno che si è mostrato interessato al progetto?

Tra i più interessati abbiamo ovviamente ludoteche, associazioni e pub. Abbiamo anche qualche wine-bar interessato ed un agriturismo. Gli utenti sono molto incuriositi dalla cosa, e tantissimi ci hanno detto “ci voleva proprio un sistema che facesse una cosa del genere”, e ci hanno chiesto di realizzare un’app perché con l’app fai molto prima, ti da l’opportunità di stare in giro e di creare o prenotare una partita. Ci stiamo lavorando, ma per l’app ci vorrà ancora del tempo. Al momento gli utenti dovranno accontentarsi del sito.

Il sistema è gratuito?

Per gli utenti privati è certamente gratuito. Stiamo valutando (ma sarà più in la) un ritorno economico legato ai locali, ma non solo. Da questo punto di vista è possibile che ci saranno altre novità.

Cosa vi aspettate nei prossimi mesi?

Per tutti – in questa fase di test – l’accesso sarà completamente gratuito. Chiederemo agli utenti di lasciarci feedback sull’utilizzo della piattaforma, sull’esperienza delle partite, quali sono le persone che si sono incontrate, se tutto è filato liscio ecc.

Come può contattarvi qualcuno interessato a far parte della piattaforma?

Abbiamo un sito, www.pingandplay.com, siamo presenti su facebook, twitter e google+ per chi volesse contattarci attraverso i social, oppure potete scrivere a info@pingandplay.com. Spero che tante persone possano aderire a questo progetto perché noto che era un qualcosa di molto atteso nel mondo dei giocatori da tavolo, c’era questo desiderio di un sistema che un po’ automatizzasse tutto questo processo di creazione partite e ricerca giocatori. Quindi spero in una importante partecipazione dei giocatori soprattutto in questa prima fase di test decisiva, e poi incrociamo le dita.

Matteo Roberti