Un erbario al centro diurno

Il 24 febbraio si è svolta la giornata della presentazione del progetto erbarioHortus siccus et pictus” presso il centro diurno di viale Giustiniano Imperatore, con la collaborazione della responsabile degli eventi del centro diurno Elena Boni, le responsabili del progetto erbario, Anna Laura Rosati ed Enrica Rossi, e gli operatori del centro stesso. A tale manifestazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, responsabili e operatori del Dsm-Asl Roma 2, utenti e familiari.

Durante l’inaugurazione, che ha visto l’esposizione dei lavori dei membri del laboratorio, le due dottoresse sono anche intervenute per spiegare ciò che è stato e ciò che ha rappresentato l’erbario. Il lavoro che si è fatto è stato “un connubbio tra coltura e cultura” ha spiegato la dottoressa Anna Laura Rosati, perché uno degli scopi del laboratorio è stato quello di insegnare ai suoi membri, attraverso il lavoro con le piante, la libertà di scelta personale, aiutandoli a trovare una propria strada, un proprio scopo nella vita. Perché ogni uomo ha un posto nel mondo, un proprio equilibrio personale, come le piante hanno un loro equilibrio naturale.

Con la preziosa collaborazione delle responsabili del laboratorio abbiamo acquisito alcune informazioni sulla nascita dell’idea del progetto dell’erbario, su come si è svolto il laboratorio, quale è lo scopo terapeutico dello stesso ed infine quale sono le idee per rinnovarlo.
L’idea di intraprendere un laboratorio sullo studio delle erbe nasce dal lavoro condotto dalla cooperativa San Michele, all’interno del centro diurno San Paolo, a partire dal 2011, incentrandosi tutto al concetto di natura. Dapprima, attraverso il riconoscimento delle piante tintorie, l’estrazione dei pigmenti, la creazione di un orto. Poi lo sviluppo dell’orto per quattro anni e dal giugno 2016, l’erbario.

Il laboratorio si è svolto in costante collaborazione con il responsabile del centro, Sergio Nascimbeni, e le responsabili sono state coadiuvate da Marco Nervegna. A partecipare durante l’anno sono state 16 persone, tra residenti nella comunità e utenti del centro diurno, che hanno potuto seguire diverse fasi e passaggi: dalla conoscenza del territorio con la raccolta di campioni vegetali alla loro identificazione, fino alla conseguente essiccazione. Durante il laboratorio i partecipanti hanno anche avuto l’occasione di visitare il Museo dell’erbario presso il dipartimento di Botanica vegetale dell’Università La Sapienza, prima di procedere con la creazione di 25 schede botaniche recanti il materiale essiccato. Queste schede sono state dedicate alla rappresentazione pittorica e fotografica delle piante identificate, contenenti anche i riferimenti alle proprietà di ciascuna pianta, i cenni storici e le citazioni letterarie relative. Sicuramente il laboratorio continuerà nel 2017, rafforzando ed estendendo l’attenzione al riconoscimento delle specie vegetali, creando anche una fase sperimentale di allevamento (semenzaio), e di coltivazione di piante officinali.

Come ci hanno spiegato le responsabili, i laboratori del centro diurno non hanno uno scopo terapeutico in senso stretto. Si tratta piuttosto di attività condotte da esperti in campi diversi che coinvolgono gli utenti al fine di suscitare in loro interesse e di permettere l’acquisizione o il rafforzamento di conoscenze applicate e abilità, attraverso l’agire con lentezza e cura, rispettando i tempi per permettere una corretta essiccazione e conservazione del materiale, misurarsi con il disegno, ricercare, fare individualmente e in gruppo, usare strumenti inusuali.

Roberto Rueca
Luca Di Salvatore