Etna Comics 2017: il villaggio dei fumetti

foto di Marco Crupi

foto di Marco Crupi

Da giovedì 1 a domenica 4 giugno si svolge a Catania la settima edizione dell’Etna Comics, una fiera del fumetto e del gioco da tavolo che da qualche anno a questa parte ha conquistato non solo tutto il sud Italia, ma la penisola intera. Ne parliamo con Antonio Mannino, uno degli organizzatori di questa splendida manifestazione.

Antonio, cosa si prova nel momento in cui ci si rende conto che una propria fiera sta diventando (anzi di fatto è diventata) una delle fiere più importanti d’Italia?

Per la verità non c’è un’emozione soltanto. È un ciclone di emozioni, un misto nel senso che chiaramente è come se tutto ciò sia come un figlio che cresce, sta crescendo bene, lo vedi che prende 10 a scuola, poi si diploma con 100, all’università poi è brillante, lo vivi insomma con orgoglio, ti senti orgoglioso, e ti chiedi quali sono stati i meriti della sua crescita. Per quanto riguarda la manifestazione il merito non è naturalmente solo mio. È tutto merito del team con cui collaboro. C’è tutto un mondo in movimento, ed è una squadra assolutamente fantastica.

Quali sono i punti di forza della manifestazione?

Abbiamo tante caratteristiche che funzionano dalle nostre parti. In primo luogo la manifestazione si svolge in una specie di villaggio all’interno della città di Catania, un misto tra il medioevale, l’industriale e il super moderno, molto steampunk, utopica come ambientazione. Poi a questo ci aggiungi un clima estivo. Siamo sempre in Sicilia, e i primi di giugno è il momento in cui la gente preme lo “start” per andare al mare. Mettiamoci poi il buon cibo e vedi che diventa tutto più facile. Insomma l’ambiente aiuta molto.

Cosa ci puoi dire di questa edizione dell’Etna Comics?

Siamo alla settima edizione. Abbiamo un curriculum non troppo anziano, siamo giovanissimi come manifestazione, però abbiamo da subito avuto la fortuna di partire con grande sprint e quindi in pochi anni ci siamo piazzati tra le più importanti manifestazioni di settore. Certo, mi rendo conto che non è una cosa bella fare delle classifiche con altri colleghi.

Quanti ingressi fate di solito?

Guarda, nel mio poco tempo libero mi piace giocare a poker, ed una delle regole del poker è che i conti si fanno sempre quando te ne vai. Mai mettersi a contare le fiches durante la partita, quindi per quanto riguarda gli ingressi di quest’anno non so dirti quante persone mi aspetto. Di certo posso dirti che partiamo da una base di circa settantamila presenze del 2016, e abbiamo la certezza di aver raggiunto posti che prima per noi erano molto difficili da raggiungere, come ad esempio dagli Stati Uniti, dal Giappone, dall’Inghilterra, dalla Francia, dalla Spagna, da Malta. È chiaro che ormai questa fiera ha un respiro internazionale.

Com’è la gestione degli spazi? So che uno dei punti chiave della riuscita della fiera è proprio la buona distinzione degli spazi: fumetto da una parte, gioco da tavolo dall’altra, ecc.

Hai toccato un punto importante. Quest’anno abbiamo tirato su un padiglione di 2000 mq esterno soltanto per i giochi da tavolo, che è il nostro padiglione Etna Games. Le aree tematiche in generale sono molto ben distinte, che si riconnette un po’ al senso del “villaggio” di cui parlavamo prima. La nostra manifestazione è un villaggio a tutti gli effetti, per cui abbiamo questi grandi capannoni, queste casette che trovi camminando per questo villaggio dove trovi aree tematiche che sono sempre molto diverse tra loro. Dall’area fantasy all’area junior, passando per il palco e per l’area videogames.

Cosplay ci sono?

I nostri cosplay sono sempre molto belli, anche perché il premio che mettiamo in palio è un viaggio a New York, aereo e pernottamento, durante il periodo della New York Comicon con cui noi siamo, in qualche modo, filosoficamente gemellati. Ci conosciamo con gli organizzatori, per questo posso dirlo.

Oltre alle persone interessate a questo mondo vi è capitato anche di notare dei turisti occasionali? Gente che magari sta li per una vacanza e ne approfitta per fare un salto in fiera?

Più che definirlo “questo mondo” lo definirei un festival internazionale di fumetti e di cultura pop. Considera che all’interno abbiamo anche un festival del cinema. Rilasciamo l’Etna Comics Movie Awards, che è un premio per il miglior cortometraggio fantasy. Quest’anno i cortometraggi in gara sono diciotto. In giuria abbiamo membri del calibro di Dario Argento, il presidente del festival del cinema di Roma, ed ospiti che vivranno dentro quest’area come Marco D’Amore (che è Ciro l’immortale di Gomorra). Questo ci dimostra che è davvero un po’ per tutti, per questo mi risulta difficile capire se c’è il turista occasionale oppure no.

Per quanto riguarda l’età cosa ci puoi dire? Riuscite ad abbracciare un po’ tutte le fasce?

Io dico sempre che questa è una manifestazione che accoglie pubblico dai 3 ai 93 anni!

In conclusione dicci una novità assolutamente imperdibile di questo Etna Comics.

Oddio, non saprei davvero da dove iniziare. Allora novità imperdibili, per quanto riguarda i comics, c’è una zona dove sono riuniti gli artisti che credo faccia invidia a tutta l’Europa. Abbiamo da Alex Maleev, che è uno dei disegnatori di punta della Marvel, autore tra l’altro del manifesto di Etna Comics, insieme a lui c’è Esad Ribic, anche lui fantastico, ma abbiamo anche David Lloyd, il disegnatore di “V for Vendetta”, e Mark Texeira che ha fatto veramente di tutto, da Ghost Rider a Wolverine, e poi Sara Pichelli, Mirka Andolfo, Giuseppe Camuncoli… insomma una lista di autori pazzesca, che credo non abbia nessuno.

Matteo Roberti