“Vivere, amare, capirsi” di Leo Buscaglia

Ripartire e vivere la propria vita con amore e coraggio

Avreste mai pensato che si potesse insegnare cos’è l’amore in un corso universitario? Ebbene, Leo Buscaglia, conosciuto da tutti come Leo, ne ha tenuto uno con successo all’University of Southern California, riuscendo anche ad essere eletto “Miglior insegnante dell’anno” dai suoi ragazzi, nel 1969/70.

Ecco la definizione dell’ amore che qui ci suggerisce di formulare :”Sapete, sono sinceramente convinto che se doveste definire l’amore, l’unica parola abbastanza grande per contenerlo tutto sarebbe “vita”. L’amore è la vita in tutti i suoi aspetti. E se vi lasciate sfuggire l’amore, vi lasciate sfuggire la vita. Non fatelo, vi prego”.

Leo nacque il 31 marzo del 1924 a Los Angeles da genitori italiani emigrati in America e morì l’11 giugno del 1998 a Glenbrook, per attacco cardiaco.

Docente e scrittore, fu essenzialmente un educatore che si occupò a fondo dell’amore come cosa che si può imparare. Molti dei suoi concetti sono raccolti nel suo primo libro che fu semplicemente intitolato “Love” e che fu pubblicato nel 1972. Seguirono numerosi altri best sellers.

Svolse il servizio militare nella Marina Americana durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo la guerra conseguì il dottorato in Pedagogia nel 1963. Negli anni ottanta le sue lezioni sull’amore, trasmesse dalla televisione pubblica americana, sono state una delle trasmissioni più seguite.

I suoi genitori decisero di tornare in Italia quando lui era ancora molto piccolo e si stabilirono per un periodo ad Aosta. Lì egli visse una esperienza di comunanza molto significativa poiché tutti si prendevano cura dei fatti degli altri. Ma una volta tornato in America (aveva cinque anni), si trovò invece improvvisamente catapultato in una città dove a nessuno importava se lui fosse “vivo o morto”. Fu un vero shock culturale, per lui.

Fu così, probabilmente, che sviluppò la sua gran voglia e capacità di farsi promotore di un messaggio molto potente, a mio avviso. Egli evidenzia come sia necessario dare risalto alla propria unicità per poi saperla coniugare alla vita di relazione. Cerca di far comprendere che si può dare soltanto ciò che si ha e che, quindi, ci si debba dare da fare per ottenere qualcosa, ciascuno secondo la propria personalità. Inoltre, che l’unica ragione per avere qualcosa è donarla per condividerla. E condividere la gioia. E ciò a una condizione: che si sia disposti a “prendere la propria vita tra le mani e a baciarla”. “La persona ricca di amore è quella che ama se stessa”. Perciò che si abbandoni ogni idea autolesionista.

Leo-Buscaglia-VivereLeo Buscaglia ci guida con immenso e contagioso entusiasmo in un costruttivo, possibile itinerario costellato di fondamenti, ottiche e strategie da mettere in campo per raggiungere la propria autorealizzazione e il fiorire del proprio incredibile potenziale d’amore che, se non tradotto in pratica, non serve a molto.  Per esempio, necessario è debellare l’apatia, che egli considera come l’opposto dell’amore (e non l’odio), persino peggiore della morte, perché pari al niente e perché essa ostacola e impedisce la nascita di un nuovo sé. Ci esorta con forza ad aprirci agli altri con fiducia e con spontaneità, lasciandoci andare a calorosi abbracci, a voler cambiare noi stessi quando necessario; a metterci in gioco, assumendoci la responsabilità della nostra vita, con l’imperativo di imparare a diventare tutto ciò che si è e soprattutto anche a essere disposti a rischiare, quando è il caso doverlo fare “perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla. Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla.”.

Leggendo questo libro ho provato la sensazione di sentirmi abbracciata dall’alleato giusto con cui riuscire a rimettermi in cammino.

Avvincente, sorprendente e esaltante la nostra umanità.

Danila Vernarelli