Un luglio all’insegna del gioco: il Regional di Giochi Uniti al Museo Macro di Roma.

Kingsburg

Il mondo degli appassionati dei giochi da tavolo sa che anche luglio è un mese da “sfruttare” fino in fondo. Infatti, durante il week end dell’8 e 9 luglio si è svolta a Roma (presso la sede centrale del Museo Macro – in via Nizza) quella che ormai sta diventando un appuntamento fisso per gli esperti del settore: ossia il Regional di Giochi Uniti. Questo evento, in collaborazione con Ludomaniacs, Homo Ludens, Il Gufo e BIG, ha avuto il compito di “accompagnare” tutti gli appassionati di giochi da tavolo alla finale nazionale che si terrà a Modena il prossimo settembre.

Quello che più conta, ossia ciò che comunque è sempre bene tenere a mente, è che al centro di tutto c’è sempre il gioco, c’è sempre la possibilità di sfidare nuove persone e di soddisfare i gusti dei giocatori più competitivi, oltre che dei più piccoli e delle loro famiglie. L’evento, gratuito, è stato caratterizzato da una grande area di gioco e dimostrazioni, e l’occasione è stata ghiotta per riscoprire i bestseller del catalogo Giochi Uniti: Carcassonne, Coloni di Catan, Fantascatti, Puerto Rico, Alta Tensione, Passa la Bomba e Activity, passando per tutti i titoli del catalogo Stratelibri.

Ma non sono mancate molte novità e succose anteprime. In occasione di questo grande evento, infatti, tutti gli appassionati hanno avuto modo di scoprire in anteprima due grandi novità Giochi Uniti e conoscere i loro rispettivi autori: se da una parte abbiamo avuto Kingsburg, con la presenza di Andrea Chiarvesio, dall’altra abbiamo trovato Deadland, con Sergio Roncucci. Per quanto riguarda Kingsburg possiamo dire che non è certo una “novità”, ma lo è la nuova versione che vede protagonisti mostruosi eserciti invasori e nuove province da difendere e arricchire. Questa “variante” aggiunge ancora più strategia al gioco, che non lascia più le decisioni solo ai meri tiri di dado. Deadland, invece, è un gioco di sopravvivenza in salsa zombie (che non mancano mai!), ma con dinamiche che possiamo definire uniche nel suo genere: tra partite rapite e intense, modalità collaborativa o competitiva a seconda delle scelte dei giocatori, possibilità di giocare prima come viventi, poi come zombie… le possibilità di gioco diventano praticamente infinite.

Deadland

Infine, come sempre, per tutti coloro che ne hanno avuto voglia, c’è stata la possibilità di sfidarsi fino all’ultima partita con la ormai classica maratona boardgame: il premio per i vincitori è stato proprio il gioco a cui hanno giocato e vinto.

Al di la di tutto, questi eventi sono da considerare un’occasione per stare insieme e giocare. La splendida cornice del Macro (che ospita diverse convention ludiche nel corso dell’anno, anche se purtroppo poco pubblicizzate), è uno spazio ideale per accogliere eventi di questo tipo. Il gioco si fonde con l’arte perché il gioco è arte. Il problema è che le persone non lo sanno, non lo capiscono o non vogliono capirlo. Emblematiche le facce dei passanti curiosi che, aspettandosi qualche opera d’arte, si sono invece finiti per scontrare con decine di tavoli da gioco. Sguardi spaesati, sguardi persi, che anziché cercare rifugio e appagamento di curiosità, il più della volte rimanevano ancora troppo distaccati.

Matteo Roberti