Fernando Botero a Roma al Complesso del Vittoriano

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Fino al 27 Agosto, al Complesso del Vittoriano a Roma, si può visitare una bellissima ed emozionante mostra dell’artista colombiano Fernando Botero che ritorna in città dopo essere stato lo scorso anno al Palazzo delle Esposizioni con la rappresentazione della passione di Cristo. Nella parte esterna della piazza, al lato dell’entrata della struttura, l’assaggio di questa bellissima rassegna fa subito venire voglia di entrare al museo. Lì, c’è la scultura in bronzo di un cavallo veramente fantastica. Si tratta di un’opera molto partico- lare in cui sono esaltate le forme e la sensualità, caratteristica particolare dell’artista, in cui l’animale ha uno sguardo molto pacioso e vispo e una corporatura massiccia e tondeggiante. Infatti, la prima grande novità di questa rassegna sono le sculture in bronzo che sono presenti nelle prime sale della mostra. Si tratta di opere realizzate incredibilmente negli ultimi tempi, visto che Botero è un pittore classe 1932 (quest’anno festeggia il suo ottantacinquesimo compleanno) e il lavoro più recente è dell’anno scorso. Tra queste tante sculture possiamo apprezzare quella di Leda e il Cigno (2006), in cui la dea è distessa nuda e sul suo corpo è quasi sdraiato un cigno nel tentativo, sembra, di baciarla. La donna è formosa, dalle linee morbide, il seno abbondante come i fianchi e le cosce, molto femminile in una specie di amplesso in cui accoglie il cigno. Stesse particolarità nei Ballerini (2012), in cui sono messe in risalto tutte le forme dei due protagonisti, portandole all’eccesso, sia nel corpo della donna sia in quello del suo compagno. Botero spiega l’esaltazione delle forme, presente in tutta la sua produzione artistica, affermando che, quando si guarda un dipinto o una scultura, il piacere viene dall’esaltazione della vita che si esprime attraverso la sensualità delle forme. Per il pittore è anche molto importante il lavoro cromatico, sempre vivace, deciso e con forti contrasti. Gli stessi colori accesi e vivaci li troviamo in opere meno conosciute di Botero ma molto affascinanti, le nature morte. Si tratta di cultura tele in cui sono esaltati questi colori e la forma degli oggetti, e la natura morta è raffigurata, come dice l’autore stesso, come nella realtà. Vi troviamo dei lampadari o dei vasi, della frutta con degli insetti sopra, tutto di grandi dimensioni e di forme tondeggianti. Ogni sala è dedicata a temi che fanno parte della sua vita e delle sue esperienze. Una stanza è dedicata alla religione che nella sua esistenza ha un ruolo determinante. Tra le tante opere presenti, tutte interessanti, sono quelle esposte nell’ultima sala che raffigurano nudi di donne, tra cui La donna seduta (1997) e La donna in bagno (1989). In molti di questi l’autore ripropone le forme femminile senza trucchi e schemi come sono nella realtà, ed esalta la bellezza nonostante le imperfezioni. Le donne di Botero sono molte formose (per non dire grasse) e in alcune sono visibili anche dei brufoli sulla pelle. In queste opere sono spesso rappresentati degli ani- mali, in particolare gatti, tutti rigorosamente molto formosi. Botero, un artista davvero unico, attraverso questa mostra ci insegna che può essere apprezzato anche per opere un po’ meno famose e che, ricordiamo, si possono ammirare fino al 27 Agosto al Vittoriano al prezzo di 12 euro.

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