L’odierna salute mentale in Argentina e la sua storica influenza italiana

Sono passati diversi anni dalla dittatura militare argentina che, tra il 1976 e 1983, sconvolse il destino del paese a causa della strategia imposta alla maggior parte dei popoli dell’America Latina attraverso la Dottrina di Sicurezza Nazionale, voluta dagli Stati Uniti. S’instaurò allora un modello di società dominante con un costo sociale importante da parte del popolo e un sistema d’ingiustizie che attualmente continua ad esistere, grazie ad un regime democratico più formale che reale.

Nel 1979 Franco Basaglia tenne una serie di conferenze a San Paolo e a Rio de Janeiro, in Brasile. Quelle lezioni costituirono il punto di partenza di un percorso verso la deistituzionalizzazione che prosegue tutt’ora e che coinvolge l’Italia (in particolar modo Trieste) e i paesi dell’America Latina. Centrale nel processo di lotta ospedaliera anti-psichiatrica fu indubbiamente la Conferenza di Caracas nel 1990, fortemente voluta dal PAHO-WHO, l’agenzia internazionale per la sanità pubblica e l’Ufficio regionale dell’OMS, e organizzata con la collaborazione tecnica e finanziaria dell’Istituto Mario Negri di Milano.

In seguito, un primo importante Convegno sulla Salute Mentale, fatto nel 2004 nell’Università de Las Madres de Plaza de Mayo, fece nascere il “Movimento Sociale per la Demanicomializzazione e Trasformazione Istituzionale“, che ha già fatto diverse assemblee ed iniziative (da anni inoltre una forte esperienza su demanicomializzazione esiste già nella provincia di Río Negro, nella Patagonia Argentina). Nel mese di novembre 2010 l’Argentina, dopo un lungo lavoro che ha coinvolto, tra gli altri, l’Organizzazione Pan-americana di Salute (OPS) e la rete delle buone pratiche in salute mentale, salute e innovazioni dello stato sociale (che ha dato vita alla Conferencia Basaglia Argentina), ha approvato la legge sulla riforma della salute mentale, ispirata a quella italiana. La legge, interamente focalizzata sul rispetto dei diritti, sulla chiusura degli ospedali psichiatrici e sul lavoro interdisciplinare sulla salute mentale, è stata fortemente osteggiata dalle lobby professionali, in particolare dagli psichiatri, e si mostra oppositiva ancora oggi attraverso una forte resistenza applicativa. Continuando con la grande tradizione argentina di Psicologia Sociale, fondata dallo psicanalista Enrique Pichon Rivière, la parola “demanicomializzazione” comincia quindi a prendere corpo e ad essere molto utilizzata per una gran parte del movimento sociale argentino.

Il Borda

L’Hospital Interdisciplinario Psicoasistencial José Tiburcio Borda, più comunemente noto come “El Borda“, è l’ospedale psichiatrico più importante di Buenos Aires. Situato tra i quartieri popolari di Barracas e Constituciòn, riflette perfettamente le contraddizioni della società argentina.

Nell’aprile del 2013, l’attuale presidente della nazione ed allora sindaco della città di Buenos Aires, Mauricio Macri, ha mandato la polizia dentro l’ospedale per reprimere con gas lacrimogeni e proiettili di gomma una protesta di pazienti, infermieri e psicologi. La struttura dell’ospedale è fatiscente e sembra che il governo abbia deciso di abbandonarla perché troppo costosa e complicata da gestire. I trattamenti a cui sono sottoposti sono spesso antiquati, e casi di HIV, epatite, violenze, abusi e morti misteriose sono molto diffusi. Allo stesso tempo il Borda rappresenta un importante punto di riferimento per il movimento anti-psichiatrico. Qui è nata la prima radio al mondo gestita dai pazienti psichiatrici. I lavoratori della salute mentale vengono da ogni parte del mondo per vedere e studiare le pratiche anti-psichiatriche più avanzate. Il Frente de Artistas del Borda, un gruppo di pazienti, artisti e psicologi, è uno dei primi e tra i più radicali gruppi di attivisti che lavorano nell’ospedale. Il Frente è stato fondato nel 1984 e da allora si è sempre battuto affinché i muri (fisici e mentali) del manicomio vengano abbattuti.

Attualmente, l’Argentina ha ancora circa 20.000 pazienti internati negli ospedali psichiatrici. Dal 2004 ad oggi sono stati contati migliaia di casi dove gli abusi e le negligenze da parte delle istituzioni rendevano il ricovero delle persone con disagi mentali una vera e propria detenzione (Rapporto Cels, 2007). Nonostante questo, il proficuo rapporto tra l’Argentina e l’Italia prosegue: la Conferenza Basaglia è partner in un progetto di integrazione sociale per le persone con disturbi mentali in Argentina, in particolare nelle province di Buenos Aires e Salta, approvato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo del progetto è ancora quello di sostenere il processo di deinstituzionalizzazione degli ospedali psichiatrici e l’istituzione di servizi di salute mentale.

La Legge

La Legge riconosce l’autonomia, i diritti umani e la non discriminazione delle persone con sofferenza mentale, sancisce la chiusura dei manicomi pubblici e privati e l’interdisciplinarità nella cura delle persone con disagio mentale. Stabilisce che gli interventi si realizzino in una rete di servizi di salute mentale territoriali, mentre il ricorso a ricoveri terapeutici è da effettuarsi negli Ospedali Generali, per brevi periodi e limitatamente alle situazioni di effettiva necessità. Include la tematica delle dipendenze come facenti parte del campo della salute mentale e stabilisce che il 10% del bilancio annuale della sanità sia destinato alla salute mentale. In questo ambito sono stati formati nuovi profili professionali, sviluppate 17 imprese sociali, di cui 14 create ex novo, aperta una Scuola biennale di specializzazione per operatori socio-sanitari e comunitari e organizzato un Osservatorio internazionale per l’interscambio di esperienze e buone pratiche con altre realtà dell’America Latina e dell’Europa.

Foto: Mariela Laurora | www.diarioveloz.com