“Questa vita. Conoscerla, nutrirla, proteggerla”. Un libro di Vito Mancuso

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Un vero concentrato di basilari e interessanti dati scientifici, informazioni, punti di vista, riferimenti letterari e considerazioni riguardo la vita, viene raccolto nel libro ‘Questa vita. Conoscerla, nutrirla, proteggerla’ che, seppur esiguo nel numero di pagine (138), riesce a trasmettere al lettore in modo chiaro, didascalico e profuso il pensiero dell’Autore, aiutandolo a fare luce sul misterioso evolversi ed essere della vita.

Cosa può pensare l’uomo riguardo alla vita? Cosa può farne e cosa gli è lecito sperare?

Mancuso afferma di sentire che la vita ha un senso e che “questo senso è il bene, intendendo per “bene” l’armonia delle relazioni, attuando le quali la natura fiorisce e produce livelli di organizzazione sempre più complessi e sempre più vitali”. Umanità, bontà e gentilezza non sono creazioni artificiose, ma scaturiscono dall’essenza della vita stessa, cui egli guarda con “ottimismo drammatico” poiché la vita si dà come dialettica perennemente instabile di logos e caos, ambedue necessari alla sua sussistenza e che incontrandosi producono pathos, ossia la passione alla base delle nostre esistenze e della nostra energia vitale.

Vito Mancuso è un teologo italiano. Docente di Teologia moderna e contemporanea. Ha insegnato presso alcune università italiane, è saggista e editorialista. Ha suscitato notevole attenzione da parte del pubblico con i suoi scritti, in particolare “L’anima e il suo destino”, “Io e Dio”, “Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare”. Il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico.

Leggiamo che l’uomo necessita di energia e informazione per il corpo, per la psiche e per lo spirito, nonché di nutrimento affinché possano questi ultimi esistere all’insegna di una inscindibile complementarietà tra materia e spirito.

Bene sarà riuscire a saper dominare la propria solitudine, saper stare in piedi da sé, manifestando così l’arte del vivere, che è veridicità dell’intelligenza, coraggio della volontà e amorevolezza del sentimento, perché il valore di un uomo dipende dalla misura in cui è giunto a trascendere il suo ego, perseguendo la logica di porsi al servizio di qualcosa di più grande e di più importante, di volere la capacità di creare relazione, di dedicarsi, di uscire da sé, di aprirsi, di abbracciare e di amare. L’uomo diviene le sue relazioni. La nostra mente conseguirà la più alta realizzazione quando metterà la sua conoscenza, piccola o grande che sia, a seconda del quoziente intellettivo con cui siamo nati e a seconda della possibilità avuta di sfruttarlo al meglio con l’educazione ricevuta, al servizio del bene e dell’armonia con gli altri esseri umani. Gli uomini capaci di questo sono definiti sapienti, poiché vivono in armonia con loro stessi e con il mondo.

In queste pagine ho trovato, compiacendomene, quanto mi serviva per fare un po’ di ordine nella mia vita e in me stessa, trovando informazioni in grado di valorizzare questa ‘cosa’ chiamata vita e trovare sorprendenti sinergie tra Fede e Scienza in un sapere umanistico in grado di coniugare in modo ragionevole e convincente la conoscenza scientifica con una visione spirituale del mondo.

Danila Vernarelli