JE SO’ PAZZO FESTIVAL 2017 – POTERE AL POPOLO

Il programma completo su www.jesopazzo.org
L’evento facebook Je so’ Pazzo Festival 2017. Potere al Popolo!

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A Napoli un fine settimana da non perdere! Da giovedì 7 a domenica 10 settembre si terrà infatti il festival di “Je so’ pazzo”, l’organizzazione politica, culturale, sociale che nel marzo del 2015 ha occupato l’Ex OPG di Materdei, riqualificando lo spazio abbandonato e riempiendolo di attività e di servizi per la città. Dopo il grande successo dell’anno scorso, che vide la partecipazione di migliaia di persone, ritorna un festival tutto autorganizzato, senza spreco di soldi pubblici né sponsor privati!
Quattro giorni di concerti, teatro, proiezioni, cibo, mostre, stand e dibattiti, che porteranno a Napoli artisti, musicisti, scrittori, giornalisti e attivisti da tutta Italia e da diverse parti d’Europa (al momento sono già 150 i delegati di partiti, associazioni, comitati e sindacati!).
Si inizia giovedì, con un pomeriggio in compagnia degli scrittori Wu Ming 2, Alberto PrunettiSimona Baldanzi, del collettivo di operai MetalMente, della giornalista e ricercatrice Marta Fana, alla presenza di rappresentanti delle fabbriche del napoletano, per parlare di lavoro e di letteratura oggi. A seguire una cena cucinata dai lavoratori a nero delle cucine di ristoranti e pizzeria di Napoli, che da mesi denunciano la loco condizione di sfruttamento. La serata si chiude con un reading teatrale e musicale a cura degli attori del Teatro Popolare.
Si continua venerdì, con una grande assemblea su guerra, immigrazione e accoglienza, dove si proverà ad affrontare da un punto di vista inusuale uno dei più importanti temi di attualità oggi. Interverranno Giorgia Girometti di Medici Senza FrontiereAboubakar Soumahoro della CISPM Italia – Coalizione Internazionale Sans-Papiers e Migranti Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo, Gennaro Avallone, docente dell’Università di Salerno, e infine i rifugiati dei CAS della provincia di Napoli.
La sera ci sarà l’anteprima nazionale del film “Je so’ pazzo”, documentario di Andrea Canova e della Inbilico Teatro e Film sulla rinascita dell’Ex OPG, con il protagonista ed ex internato Michele Fragna. A seguire il concerto del giovane cantautore Maldestro, star di Sanremo, che verrà a chiudere il tour estivo de “I Muri di Berlino” qui a Napoli. Nella stessa serata anche la Uanema Orchestra, fra i più importanti complessi swing italiani.
Sabato invece una grande assemblea in cui si parlerà di Europa, della crisi economica e del terrorismo, ma anche delle risposte che movimenti sociali e partiti politici stanno producendo sul terreno delle politiche sociali e della redistribuzione della ricchezza. Interverranno esponenti della sinistra europea, da Elizabet Hayden di Momentum, organizzazione giovanile del Labour Party, a Quim Arrufat, da Barcellona, della segreteria nazionale della CUP, a Marc Botenga, del Partito Lavoratori del Belgio, passando per attivisti dalla Grecia, dalla Francia e dalla Spagna.
La sera vedrà il concerto di Francesco Di Bella, voce dei 24 Grana e l’ Orchestra di Piazza Vittorio, complesso romano famoso perché composto da 8 membri provenienti tutti da paesi e tradizioni musicali diversi.
Si chiude infine domenica mattina con un’assemblea in cui saranno protagonisti diversi movimenti territoriali, dai NO TAV alle  BRIGATE SOLIDARIETA’ ATTIVA che hanno aiutato le popolazioni terremotate ai gruppi che durante quest’estate, dall’Abruzzo alla Campania, si sono mobilitati contro gli incendi. Un’assemblea di un bel pezzo di gioventù italiana, di cui di solito non si parla, che si sta organizzando per difendere e migliorare le proprie città e territori!

Presentazione dell’evento:

Per il terzo anno di seguito, abbiamo pensato di mettere su un festival autofinanziato e autorganizzato. Quattro giorni di dibattiti, workshop, cene, mostre, stand, teatro e concerti, in cui verranno all’Ex OPG persone da tutta Italia e persino dal resto d’Europa, persone di diverse età e storie, accomunate però dalla voglia di divertirsi, conoscersi e cambiare questo paese…
Abbiamo deciso di sfidare la rassegnazione di quelli che dicono che “non si fa mai niente” e le regole del mercato, principalmente per quattro motivi:

1. Per creare un momento di sana socialità.
Il divertimento, il gioco, lo stare insieme, sono sempre stati importantissimi nella crescita degli individui e della società. Ma oggi anche la socialità è diventata “mercato”: per divertirti devi pagare biglietti, devi vestirti in un certo modo, i luoghi vengono definiti dalla loro esclusività. Si creano così forme di divertimento perverse, ci si stordisce, ci si picchia: anche il “divertimento” diventa una competizione, una gara. Noi vogliamo invece creare un momento diverso, di allegria, di vitalità, di positività. Uno stare insieme che non passi per i soldi, per le etichette che ti hanno messo, in cui non ci siano “locali” e “clienti”, ma una comunità che balla e pensa, ride e si rilassa, che senta musica di qualità senza per forza spendere cifre assurde.

2. Per far conoscere Materdei, Napoli, le nostre storie.
Napoli sta vivendo in questi anni un grande riscatto di orgoglio e di passione civica. Ma troppi pregiudizi pesano ancora su di noi, così come tante cose ancora non vanno e non dobbiamo avere paura di nasconderle. La bellezza è ferita, ma nelle nostre strade resiste. Dobbiamo farla conoscere a tutti, mostrarla, abbattere le barriere che anche all’interno del nostro paese ci creiamo. Portare le persone anche in un quartiere popolare come Materdei, fuori dai giri turistici. Per questo nei giorni del festival verranno a Napoli centinaia di giovani da tutta Italia, a conoscere la città, le cose che stanno succedendo qui, perché vogliamo ci diano la loro esperienza e le loro idee e vogliamo che loro prendano le nostre!

3. Per far conoscere l’Ex OPG “Je so’ pazzo”, per sostenere materialmente le sue attività.
Una Casa del Popolo come la nostra si mantiene solo sulla partecipazione militante e sui soldi che riusciamo a ottenere con le iniziative di autofinanziamento. Il festival ci serve non solo per raccogliere fondi per sostenere le attività, ma per far arrivare a tutta la città l’eco di quello che si fa qui dentro. Speriamo che così nuove persone si possano aggregare e dare il loro contributo di tempo e capacità, per quanto piccolo, per mantenere lo stesso livello di impegno degli anni scorsi. In un mondo basato sui denari e sul potere, luoghi come il nostro indicano un’alternativa concreta, che va allargata, sviluppata. Dipende solo da te, da noi!

4. Organizzare qualcosa di nuovo a livello nazionale.
Noi possiamo fare nel sociale tante cose belle, ma non saremo mai salvi se le nostre vite saranno governate dagli ingiusti, dagli avidi, dagli speculatori. Per questo bisogna fare politica, riconoscersi fra simili, lottare per affermare un’idea diversa dello stare insieme, per dare voce e forza a chi non ne ha. È troppo tempo che stiamo subendo ingiustizie, che vediamo i ricchi diventare sempre più ricchi e noi diventare sempre più poveri. Non possiamo mettere le pezze a questo sistema, dobbiamo risolvere il problema alla radice, dobbiamo imporre con la forza del numero, della determinazione, con la qualità della nostra proposta un cambiamento reale.
Per farlo però ci serve organizzarci. Questo Festival serve a mettere insieme collettivi, comitati di lotta, realtà di base, singoli cittadini e creare finalmente qualcosa di nuovo, che possa reagire all’insostenibile attacco che stiamo subendo!

Questo qualcosa di nuovo è il “potere popolare”, che da tante parti già si sta manifestando. È quell’insieme di pratiche e di interventi che mira, attraverso la partecipazione dal basso e l’autorganizzazione della maggioranza, a migliorare da subito le condizioni di vita dei cittadini, a imporre i loro bisogni alle amministrazioni. È la chiave per superare la crisi economica e politica, è il controllo dal basso, è la dimostrazione che se ci organizziamo possiamo essere efficaci, inserendo da subito in ogni istituzione, ente, azienda, elementi di resistenza e persino di offensiva contro il regime liberista.

In tutta Italia c’è chi sta facendo questo tipo di riflessioni. Perché tanti sono insoddisfatti di quello che c’è, tanti sentono che il compito di quest’epoca – e delle giovani generazioni in particolare – è quello di ricostruire qualcosa di grande, di credibile, che sappia far sentire ovunque la voce degli esclusi, che sappia dare un orizzonte, un sogno concreto, a un popolo che ogni giorno di più scivola nella povertà, nella depressione, nella barbarie. Le condizioni oggettive per produrre un cambiamento reale ci sono tutte: serve “solo” riuscire a federare le tante persone che lottano in un vero e proprio esercito, di ragionare intorno a un programma condiviso, di ridarci entusiasmo.

Se condividete questi motivi, se volete anche voi trasformare le cose, dateci una mano! Potete fare girare l’info, condividere l’evento, venire alle serate, partecipare alle assemblee e magari anche iscrivervi nei turni dell’organizzazione, per il bar, la cucina, per sistemare l’Ex OPG e continuare la sua riqualificazione … Ogni contributo è ben accetto!

Facciamo vedere che Napoli e che le realtà di base di questo paese sono in grado di fare cose meravigliose, senza sponsor, senza padrini politici: facciamo vedere il potere del popolo!

D’altra parte, quale luogo migliore di un manicomio per sognare e fare cose da pazzi?