DSA e diritti: l’assegno di indennità di frequenza

Per i genitori di bambini e ragazzi con disturbi dell’apprendimento (DSA) esiste un aiuto economico garantito dallo stato: l’assegno di indennità di frequenza. L’indennità di frequenza è un valido sostegno per le famiglie meno abbienti diretto all’acquisto di materiale didattico ed elettronico (PC,Tablet, libri ecc.) e all’eventuale pagamento di centri di riabilitazione.

Si tratta della legge in vigore 289/90 (clicca qui per la legge completa)L’assegno ammonta a 279,47 euro mensili per tutto l’anno scolastico del bambino ed anche per i periodi estivi, se vengono frequentati centri di riabilitazione privati, riconosciuti.  Per ottenere l’indennità di frequenza è necessario un iter burocratico all’INPS i cui passi sono sintetizzati di seguito:

⁃ Richiesta del certificato medico introduttivo ( a pagamento) al pediatra o ad altro medico a cui va presentata la relazione specialistica con la diagnosi di DSA.

⁃  Ritirare la copia cartacea originale firmata dal medico stesso e la ricevuta con il codice identificativo della procedura attivata.

⁃ Presentare (anche presso un patronato) entro 90 giorni domanda all’INPS riportando il numero di protocollo del certificato medico introduttivo.

⁃ Aspettare di essere convocato a visita presso la ASL.
⁃ Presentarti alla visita con il bambino, muniti di: fotocopia del documento di identità, certificato medico introduttivo in originale, documentazione clinica in originale, eventuale documentazione delle spese sostenute o il preventivo delle spese da sostenere accompagnato dalla prescrizione dello specialista.

(clicca qui per informazioni più dettagliate)

L’attribuzione dell’assegno passa quindi attraverso una commissione di giudizio d’invalidità dell’INPS. Ciò comporta diverse conseguenze: la prima è data dal fatto che i bambini (in base alla prassi in vigore attualmente) devono presentarsi coi genitori al pari degli altri invalidi presenti nelle sale d’attesa degli edifici dell’INPS, quindi questo livellamento agli altri invalidi (magari adulti e in condizioni gravi) costituisce un’esperienza che può provocare effetti psicologici negativi per i giovanissimi ragazzi con DSA.
Non meno grave è anche il sentirsi affibbiati un etichetta fastidiosa. Un’altra importante conseguenza è data dal fatto che non tutti i genitori possono avvalersi dell’indennità poichè il passaggio attraverso la commissione può dare come risultato anche la bocciatura della domanda. In caso di respingimento si possono adire le vie legali esponendo ricorso al verbale (opzione costosa) o, nel caso di effettive circostanze, anche una dimostrazione di aggravamento delle condizioni attraverso specifica documentazione.
Si può usufruire dell’indennità fino ai diciotto anni d’età del ragazzo e per un massimo di due/tre anni. L’indennità viene erogata con continuità nel periodo in cui il bambino frequenta la scuola e/o un centro di riabilitazione (quindi eventualmente anche nei mesi estivi), ma viene sospesa quando sono interrotte queste attività. La domanda può essere rinnovata in concomitanza dell’inizio del nuovo anno scolastico .
È chiaro che, trattandosi di minori anche molto piccoli, lo stato dovrebbe disporre commissioni specifiche per l’attribuzione dell’indennità di frequenza. Questo provvedimento limiterebbe di molto il disagio dell’etichettamento e gli effetti dell’esperienza dell’attendere una visita all’INPS con persone più grandi e in condizioni anche più gravi.

 

 

Immagine in evidenza: Foto di Nick Amoscato (CC BY 2.0)