I “Nasoni” e la loro storia

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Agosto è il mese centrale dell’estate. Infatti, la maggior parte degli italiani va in vacanza in questo periodo anche se, rispetto a qualche anno fa, le cose sono un po’ cambiate. E com’è il periodo più caldo dell’anno è importante bere tanti liquidi, soprattutto acqua che è una sostanza fondamentale per tutti, in più per anziani e bambini. Allora, come si fa se si passa molto tempo in giro per la città senza andare alla ricerca di un supermercato o un bar?  

A Roma siamo sicuramente fortunati. Infatti, le fontanelle romane, dette Nasoni, sono sparse per tutta la capitale. Ultimamente sono state al centro di tantissime discussioni perché, come tutti sanno, c’è un piano di chiusura deciso dalla sindaca Raggi a causa siccità, per l’abbassamento dei livelli dei laghi e dei fiumi. Questa decisione drastica ha mandato su tutte le furie i cittadini romani che, oltre a trovarsi in piena estate con un termometro vicino ai quaranta gradi e costretti a correre in qualche bar o altri negozi per comprare le bottigliette d’acqua, si sono anche sentiti privati di un elemento tipico della loro città, spogliati di qualcosa che fa parte del loro DNA. La protesta e il malcontento sono stati  forti, si sono verificate manifestazioni molto accese, che hanno portato la Raggi, forse, a temporeggiare su questa decisione. 

Chiudere le fontane nelle strade di Roma non è, forse, la soluzione migliore, visto che il risparmio derivante dalla chiusura dei Nasoni è calcolato nell’1% del consumo totale della città, mentre il grosso dello spreco è determinato dalle perdite delle tubature di trasporto, vecchie e senza manutenzione. Oltretutto sono alti i rischi di dissesto del sottosuolo nelle zone intorno e sotto le fontanelle, “inumidite” con continuità da decenni e decenni. Il provvedimento, inoltre, potrebbe portare un aumento del costo delle bottiglie (come accade in Sicilia) oltre che a un inutile consumo di plastica. Aggiungiamo, inoltre, che l’acqua è un bene pubblico e deve appartenere a tutti, che tutti devono avere il diritto di bere, soprattutto in piena estate.  

Roma è grande e non tutti, purtroppo, si possono permettere di spendere soldi per comprar aqua nei supermercati ed hanno difficoltà a spendere anche un solo euro. Basta pensare ai senzatetto sparsi per le strade della città. Allora che facciamo? Li lasciamo morire? O ai bambini che giocando al parco si fanno male, oppure che semplicemente hanno sete. Sarebbe una decisione amorale perché ad agosto rimane in città generalmente chi non può permettersi una lunga fresca vacanza al mare o ai monti. Sarebbe un fatto grave che ci farebbe vergognare di essere romani. 

Ma qual è la storia dei Nasoni? Come e quando nascono? La loro origine risale agli anni che vanno tra il 1872 e 1874 e fu realizzata dal Comune su iniziativa del primo sindaco della capitale liberata, Luigi Pianciani, per dare sfogo alla pressione nelle tubature della rete idrica. Importante dire che i vari governi che si sono succeduti nella storia hanno visto questo sevizio non come spreco ma come ricchezza impareggiabile per la città, oltre a riconoscere una importante funzione sanitaria, perché con il movimento dell’acqua si evitavano le stagnazioni che possono portare malattie e proliferare di insetti. Ma anche aspetti sociali significativi, perché in questo modo l’acqua è una risorsa gratuita per tutti, senza distinzione di classi.  

Tra le più antiche si trova quella a Piazza Rotondi, vicino al Pantheon e via delle Tre Cannelle. Originariamente erano costruite in ghisa di forma cilindrica, alte circa 120 cm e provviste di tre semplici bocchette e l’unico decoro erano le teste di drago. Queste teste con il tempo scomparvero e rimase solo un unico tubo ricurvo di metallo, da qui la denominazione, data dagli stessi romani, di Nasoni. Per un breve periodo il Comune provò a ridurre lo spreco con dei pulsanti che aprivano e chiudevano l’acqua ma, questa iniziativa non fu presa molto bene dalla cittadinanza perché l’acqua non era più fresca come prima, quindi si tornò ben presto all’antico. 

Le fontanelle, i Nasoni di Roma, sono un patrimonio prezioso per tutta la città, ricche di storia e cultura che non devono scomparire ed essere dimenticate, anche per il valore del bene che portano dentro. Intorno a queste fontane sono cresciute generazioni intere, si sono ritrovate nelle piazze e nei parchi frotte di bambini e ragazzi. È auspicabile che ancora tante generazioni possano godere di queste meraviglie e dissetarsi con la loro preziosa acqua. 

 

Immagine di Massimo Camusi (CC License/Flickr)