Libri che curano, da sfogliare con ironia

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Come ritemprarsi durante le vacanze? Quale libro leggere sotto l’ombrellone? Per toglierci dall’imbarazzo della scelta, numerosi autori si sono prodigati in volumi e manuali con consigli utili anche per curare un po’ tutti i mali attraverso la biblioterapia. E’ il caso di Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, di Ella Berthoud e Susan Elderkin (Sellerio, 733 pagg., 15,30€), tradotto da Roberto Serrai e adattato per i lettori italiani dal curatore Fabio Stassi, di cui è stata pubblicata recentemente una nuova edizione. A partire dalle “malattie”, dalla A di “Abbandono” alla X di “Xenofobia”, passando per moltissimi altri tormenti del corpo e dell’anima, le autrici propongono tanti rimedi omeopatici per desensibilizzarci in modo graduale dal malanno in questione. Le ricette di questo speciale libro di medicina suggeriscono che si possa curare il cuore spezzato con Emily Brontë e il mal d’amore con Fenoglio, l’arroganza con Jane Austen, il mal di testa con Hemingway, l’impotenza con “Il bell’Antonio” di Brancati, i reumatismi con il “Marcovaldo” di Calvino, o che ci si possa concedere un massaggio anche solo sfogliando Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. Ma sarà proprio così? 

 

L’idea che i libri possano curare, se non altro la psiche, non è nuova nei paesi anglosassoni che possono sfoggiare molti testi dedicati all’argomento, utili soprattutto se maneggiati con le pinze dell’ironia. Anche senza andare Oltremanica, tuttavia, ci sono tanti altri libri dedicati a questo argomento anche in Italia.  

La biblioteca delle emozioni, di Carola Barbero (2012, Ponte alle grazie, 154 pagg., 14€), per esempio, riprende l’idea della lettura come rimedio omeopatico, secondo cui i romanzi sono laboratori emotivi in cui si possono sperimentare una molteplicità di emozioni a costo zero, mantenendo quella distanza di sicurezza che permette di non farsi male, di non soffrire o di non gioire mai in prima persona. Ma ciò può realmente farci del bene?  

 

A sostenerlo è anche Romano Montroni, che ha curato I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori (2012, Longanesi, 347 pagg., 14€), un’appassionata testimonianza di oltre cento autori -scrittori, giornalisti, gente di spettacolo– che raccontano l’incontro con un libro che in un certo momento della loro vita ha segnato un punto di non ritorno. Tutti si sono messi in gioco, hanno accettato di condividere emozioni, sensazioni e pensieri nati dalla lettura. Il libro cita quasi tutti i giganti: Omero, Dante, Cervantes, Manzoni, Dostoevskij, Tolstoj, Proust, Kafka. Ma ci sono altri nomi, spesso sorprendenti e solo in apparenza figli di un dio minore, che hanno scandito in modo indelebile i giorni e le ore di molti lettori.  

 I libri, dunque, anche quando non “guariscono” la nostra anima, possono davvero aiutarci a superare un momento difficile della vita o addirittura cambiarne il corso. Anche Piero Dorfles in I cento libri che rendono più ricca la nostra vita (2014, Garzanti, 298 pagg., 14,90€) ci indica come la lettura ci offra sempre una possibilità di miglioramento personale. Dorfles ci accompagna, infatti, in un viaggio nel magico mondo della letteratura attraverso i cento capolavori che, a suo avviso, rappresentano meglio il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile (da Orwell a Primo Levi, a Dumas e Dostoevskij), tracciando un itinerario che appassionerà quanti si rivolgono ai libri per studiare, insegnare e cercare di capire meglio il mondo. Raccontandoci di utopie, di desideri, di mondi fantastici e di avventure emozionanti, ci fa rivivere la lettura come un’avventura dello spirito e un passaggio di maturazione. Con la consapevolezza costante che più libri si hanno in comune, più grande è il sistema di riferimenti, di esperienza e di sapere condiviso che ci permette di vivere in armonia con gli altri.  

 Quindi, se non abbiamo ancora trovato il libro che fa al caso nostro, compriamone pure uno o più, ma non smettiamo di confrontarci con gli altri e di provare il calore delle emozioni anche al di fuori dei libri. A meno che non si voglia incappare in qualche male letterario, come quelli descritti da Marco Rossari per Gaffi Editore (2016, 60 pagg., 10€) nel Piccolo dizionario delle malattie letterarie. Se il guaio è che la letteratura (male di per sé, almeno secondo l’autore) è ancora l’unico rimedio conosciuto per poter curare varie afflizioni, per utilizzarla al meglio. Le armi a nostra disposizione restano quelle dell’intelligenza e dell’ironia. Vietato, insomma, prendere tutto alla lettera. 

 

Paola Sarno

Immagine di * Polly * (CC License/flickr)