Nei luoghi oscuri di Gillian Flynn

foto di Steven Guzzardi - Nei luoghi oscuri

Chi di noi non ha, sepolti nella propria memoria, alcuni ricordi duri (a volte spaventosi) di un periodo della propria vita che non vuole in nessun modo tornare a rievocare? I luoghi oscuri sono metaforicamente questo.

Lo sa bene Libby Day che, fin da quando piccolissima si salvò dal massacro della sua famiglia nella fattoria del Kansas, non ha mai più voluto varcarli. Tuttavia oggi, completamente al verde grazie ai preziosi fondi offerti dal Kill Club (associazione di persone ossessionate dai grossi casi di omicidio), si vede costretta a ripercorrere gli eventi di quel fatidico giorno. Non tanto per dar ragione agli innocentisti bensì per confermare la sua testimonianza che all’epoca fu cruciale per condannare il fratello Ben.

L’autrice narra i fatti analizzando ben tre punti di vista (due temporalmente situati nel passato ed uno ai giorni nostri) e riesce a far entrare in connessione il lettore con tre modi di agire e di vedere le cose differenti all’interno di una stessa famiglia.

Nell’opera, i personaggi maschili sono inferiori in numero, totalmente privi di polso e non rappresentano affatto modelli da seguire. L’autrice ci presenta anche una platea vasta e variegata di personaggi femminili che non sono totalmente differenti dagli uomini. Per la quasi totalità si tratta di donne ben caratterizzate e dannatamente decadenti, appesantite dalle vicende della vita, che si fanno trascinare dagli altri di cui si fidano e dagli eventi, ponendo rimedio alle criticità “spostandosi di lato” o con poca inventiva.

La protagonista Libby, per esempio, è una antieroina fino al midollo che svogliatamente si desta da una depressione codarda (che non l’ha mai portata al suicidio) e torna in contatto con la civiltà e le persone soltanto perché ne è costretta per sopravvivere. Un personaggio che senza dubbio cresce durante la vicenda ma che termina con l’essere una versione solo leggermente migliore di sé, coerente con le proprie vecchie abitudini.

Le tematiche affrontate sono davvero singolari e profonde. Troviamo, per esempio, la crisi dell’agricoltura e la conseguente povertà, la separazione, il contrasto tra essere e apparire, il giudizio degli altri, la ricerca continua di attenzioni e comprensione, il rapporto genitori /figli.

Nonostante Gillian Flynn non sia qui ai livelli del bestseller “L’amore bugiardo” (2012), anche a causa di diverse sezioni in cui il ritmo risulta lento, “Nei luoghi oscuri” (2009) possiede un ottimo stile, fluido e scorrevole e un punto di svolta sorprendente e imprevedibile.

Fabio F. (Aka Steve Blue)

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