L’evoluzione della scuola: i nuovi metodi di insegnamento

Foto di Maria Grazia Montagnari (CC BY 2.0)

Il metodo classico di insegnamento (banco-cattedra), attualmente in vigore in quasi tutte le scuole italiane, non è l’unico praticabile nei confronti degli studenti della scuola dell’obbligo. Il metodo standard dell’apprendimento passivo che ha come fonte l’unico sapere dell’insegnante, il quale guida l’intera classe nell’assimilazione dei concetti attraverso la spiegazione di questi , non contempla una sorta di personalizzazione dello studio con cui rispettare i tempi degli alunni. Con il metodo attuale imperante nella scuola italiana, per quanto è rigido, c’è il rischio di trascurare la diversità degli scolari rispetto al loro personale e caratterizzante modo d’apprendere.

Fortunatamente, in Italia, si sta iniziando a fare qualcosa per ovviare al tipico metodo fatto di spiegazioni e interrogazioni passive e studio a casa. Infatti, la notizia più fresca, rispetto ai diversi metodi di insegnamento più o meno praticati anche nel resto dell’occidente, consiste nel fatto che in tre regioni italiane (Piemonte, Sicilia e Lombardia) è partita una sperimentazione che prevede l’insegnamento attraverso macro-argomenti e l’eliminazione dei compiti a casa. Ogni macro argomento viene affrontato in maniera interdisciplinare, ossia per due settimane si studia un tema secondo più discipline. Il progetto coinvolge classi della scuola primaria della provincia di Biella (ben trentasei gruppi-classe), novanta classi della provincia di Milano e 40 della provincia di Trapani. L’andamento e i risultati del progetto saranno monitorati dagli studiosi dell’Università di Milano. L’idea base del progetto è quella di far trascorrere agli alunni tutte le ore di studio a scuola, eliminando il carico di studio a casa. Questo nuovo metodo “senza compiti” prevede ore di apprendimento in classe, al mattino, e il consolidamento delle conoscenze di pomeriggio.

Già, la scuola sembra andare proprio alla rovescia con l’eliminazione dei compiti a casa, ma se si eliminasse anche la cattedra dell’insegnante? È la “classe capovolta” che, in un certo senso, può sovvertire i ruoli. Infatti la “flipped classroom” ( metodo inventato da Jon Bergmann e Aaron Sams, nato nel 2007 in Colorado, USA) prevede la cooperazione tra studenti e docenti con l’impiego del tempo in aula attraverso il lavoro laboratoriale e l’insegnante svolge un lavoro di tutoraggio dello studente in un rapporto uno a uno. Questo metodo fatto su misura dello studente tende a responsabilizzare i ragazzi che hanno il compito di apprendere a casa propria con materiale digitale di auto-istruzione. È evidente che questo approccio risulta valido soprattutto per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento. In Italia si contano ben 400 scuole primarie in cui è adottato il metodo della classe capovolta.

Dopo i compiti e la cattedra, perchè non eliminare anche lo zaino a questo punto? L’eliminazione dello zaino è prevista dal metodo scolastico “senza zaino”. L’idea alla base del metodo “senza zaino” è quella di fornire tutto il necessario per l’apprendimento degli alunni all’interno della classe. L’aula è fornita di materiale per attività manuali, multimediali e di studio (enciclopedie e libri). Anche in questo metodo è contemplato il lavoro partecipato e cooperativo dei bambini con una dose di responsabilizzazione che non guasta. Gli scolari scelgono le attività da svolgere. In pratica i bambini del gruppo-classe si dividono in diversi gruppi riunendosi intorno a un tavolo cooperando nell’apprendimento. Il ruolo dell’insegnante consiste nel coordinare i piccoli studenti e di organizzare con loro un manuale con procedure da seguire che servano da aiuto nel processo di studio. Inoltre, in ottica di una formazione attiva per l’educazione civica dei bambini, la classe si riunisce in assemblea per prendere le decisioni più importanti del prosieguo delle attività didattiche.

Il punto in comune tra questi metodi innovativi è lo sviluppo di un ruolo attivo dello studente, ossia, l’acquisizione di competenze e metodi che gli permettono di imparare ad apprendere e ad appassionarsi attivamente alle discipline scolastiche.

Foto di   Maria Grazia Montagnari (CC BY 2.0)