Incontro a Trieste: “The right and the opportunity to have a whole life”

Nella Risoluzione sulla Salute Mentale ed i Diritti Umani, il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sottolinea che “le persone con problematiche di salute mentale o disabilità psicosociali, e in particolare le persone che utilizzano i servizi di salute mentale, possono essere soggette, tra l’altro, a discriminazioni diffuse, stigma, pregiudizio, violenza, esclusione sociale e segregazione, istituzionalizzazione illegale o arbitraria, ipermedicalizzazione  e pratiche di trattamento che non rispettano la loro autonomia, volontà e preferenze”.

In Italia la de-istituzionalizzazione è stata completata fino alla chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici in due decenni (19781999). La legge del 1978 è stata basata sui diritti (libera comunicazione, diritto al ricorso, no ai trattamenti obbligatori prolungati, no alla detenzione durante tali trattamenti), evitando “carriere” istituzionali. Il settore della psichiatria forense/giudiziaria è stato recentemente incluso in un’ulteriore de-istituzionalizzazione con la chiusura di tutti i rimanenti ospedali psichiatrici giudiziari, sostituiti da piccole unità regionali connesse ai Dipartimenti di Salute Mentale.

La de-istituzionalizzazione è stata dunque un punto di partenza, ma è ancor oggi un passo necessario: significa sostituire i servizi sul territorio alle cure ospedaliere e i trattamenti volontari a quelli obbligatori, ove possibile. Ciò porta alla rottura del tradizionale nesso tra una psichiatria custodialista e la negazione dei diritti umani con la conseguente emarginazione sociale, o la marginalizzazione in strutture istituzionalizzanti o in generale in servizi di salute mentale escludenti.

Quali sono quindi le pratiche che possono promuovere la libertà? Come possono essere descritte e messe in opera? Quali sono gli indicatori a essa collegati? Che cosa unisce parole chiave quali porta aperta, dialogo aperto, accesso libero, coinvolgimento della comunità, co-produzione con i portatori d’interesse, recovery (anche del sistema)? Nell’ambito delle attività dell’International School & Conference “Franca e Franco Basaglia”, realizzata a partire dal 2011 dal Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca e la Formazione – Dipartimento di Salute Mentale dell’ASUI di Trieste, col sostegno della Regione FVG, si colloca l’incontro internazionale: “The right and the opportunity to have a whole life” , Parco Culturale di San Giovanni dal 15 al 18 novembre 2017. Si tratta di un incontro aperto ed interattivo che prevede uno scambio reciproco di nuove idee e pratiche innovative.

Esso è modulato in visite di studio ai Servizi ed ai Programmi (con il coinvolgimento dell’intera Regione Friuli Venezia Giulia), corsi brevi e masterclasses, lavori di gruppo e incontri di esperti (vedi gli speakers confermati). Coordinamento scientifico: Roberto Mezzina, John Jenkins.

 

 L’evento è organizzato in collaborazione con:

• World Health Organization (WHO)

• International Mental Health Collaborating Network (IMHCN)

• World Association Psychosocial Rehabilitation (WARP)

• Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo “Franco Basaglia” (Copersamm)

• Società Italiana Epidemiologia Psichiatrica (SIEP)

• Psichiatria Democratica (PD)

• European Community Mental Health Service (EuCoMS) Sono disponibili posti limitati.

Verrà data priorità alle collaborazioni ed ai partner del Centro Collaboratore OMS di Trieste Lingua: inglese / italiano (è prevista la traduzione in simultanea).

ECM: l’evento è in fase di accreditamento ECM per le tutte le professioni, riservati alle prime 100 richieste (20 crediti).

Per tutte le informazioni, i dettagli, gli aggiornamenti e le iscrizioni: www.triestementalhealth.org