Lo Spiel di Essen: la più importante fiera mondiale del gioco

foto di Eerko Vissering

foto di Eerko Vissering

In questi giorni, e fino a domenica 29 ottobre, si svolge ad Essen (in Germania) la fiera più importante per quanto riguarda il gioco da tavolo. Si chiama Spiel, e qui da noi è conosciuta semplicemente come “Fiera di Essen”. Potremmo paragonarla, come importanza, a quella del libro che si svolge a Torino, o magari a quella del cioccolato che si svolge a Perugia. Insomma Spiel è l’appuntamento annuale più aspettato per tutti i “gamers” del mondo. Gamers inteso nel senso più ampio possibile del termine, perché la fiera offre tutto quello che può andare da un semplice giocattolo ad un complesso gioco da tavolo, di ruolo o di carte (c’è da dire che qualche volta ha trovato spazio anche il videogioco). La fiera si svolge nei padiglioni della Messe Essen, nel quartiere Ruttenscheid, nella zona meridionale della città della Renania-Vestfalia. Ciò che la differenzia dall’altra importante fiera del gioco tedesca, quella di Norimberga, è il fatto che ad Essen l’ingresso non è riservato esclusivamente agli addetti ai lavori, ai professionisti del settore (che comunque si incontrano ogni anno per studiare il mercato, le varie tendenze e strategie), ma anche (e soprattutto) ai consumatori. Ad Essen si può acquistare il gioco che più ci piace, e ciò la rende davvero la fiera per tutti, dove si trovano giochi per ogni tipo e grado di abilità.

Superata ormai la 30esima edizione, la fiera di Essen ha raggiunto tutto il mondo, per un totale di accessi che ormai si attesta intorno ai 200mila visitatori. Gli spazi poi sono enormi: i 72mila metri quadrati di esposizione, e gli oltre 1100 espositori provenienti da più di 35 nazioni, creano il cocktail perfetto per un’ottima riuscita della fiera. L’accostamento che da anni vede il gioco da tavolo e il fumetto (per una questione quasi “naturale”) ha contagiato anche Essen, che infatti dedica alla nona arte un’ampia sezione (denominata Comic Action), anche se in realtà si svolge come micro-evento all’interno di Spiel. Il Comic Action vuole mostrare una panoramica completa del mercato tedesco e internazionale del fumetto, con classiche sortite di editori e di autori pronti a firmare i loro capolavori. L’acquisto è dunque aperto anche al fumetto, alle t-shirt, alle stampe e ai poster, insomma a tutto quello che può riguardare il mondo dei comics.

Però il gioco rimane comunque il centro di tutto, e ciò è testimoniato dai numerosi tornei che vengono svolti in quei giorni, e dai premi che in tal senso vengono ogni hanno rilasciati (pensiamo al Deutscher Spiele Preis, o all’International Gamers Awards o all’Essener Feder). Inoltre, da non sottovalutare l’importanza che gli editori dedicano a questo evento. Spiel è ormai considerato l’evento mondiale più importante per i giochi, e dunque gli editori non si fanno scappare l’opportunità di lanciare nuovi prodotti sul mercato, presentarli al grande pubblico, e naturalmente venderli. Il tutto è facilitato dalla presenza di un padiglione (che negli anni è cresciuto sempre più) adibito alla spedizione dei giochi: i visitatori, in altre parole, possono spedire il gioco in qualsiasi parte del mondo senza doverselo trasportare per la fiera o per il viaggio in generale. Lo scorso anno furono spediti circa 2500 giochi in 39 paesi diversi. Da giovedì 26 a sabato 28 la manifestazione sarà aperta dalle 10.00 alle 19.00, mentre la domenica dalle 10.00 alle 18.00 (per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale della manifestazione, http://www.merz-verlag-en.com/).

In conclusione possiamo affermare che le fiere italiane (parliamo per lo più del Play di Modena) hanno molto da imparare da Essen, e l’augurio è che quest’ultima fiera possa essere presa come modello per rendere le fiere nostrane ancora più competitive anche a livello internazionale. L’ormai conclamato successo mondiale del nostro Lucca Comics and Games (che quest’anno si svolge dall’1 al 5 novembre) dimostra che l’Italia sotto questo aspetto è viva, e dunque nulla ci vieta di pensare che in un prossimo futuro anche Modena possa riuscire a ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo. Nel nostro paese il gioco da tavolo è ancora visto come qualcosa di “nicchia” e soprattutto, essendo strettamente legato alla parola “gioco”, è ancora visto come qualcosa di infantile. Valorizzarlo e promuoverlo (un po’ come capita di fatto anche per l’arte) dovrebbe essere l’obiettivo primario di questo genere di fiere (e forse anche uno degli obiettivi principali delle nostre scuole primarie).

Matteo Roberti