RomaFF12: “Hostiles” di Scott Cooper è la migliore apertura degli ultimi anni

Il patriottismo americano lascia il posto all’universalità del conflitto dell’uomo

Si è aperta stamattina la dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma con Hostiles, il western drammatico di Scott Cooper con Christian Bale, Rosamunde Pike e Wes Studi.

Siamo nel 1892 e un uomo sta tagliando della legna fuori della sua abitazione in campagna. All’interno una donna sta insegnando gli avverbi a due bambine. Poi arrivano gli indiani, vogliono rubare i cavalli e saccheggiare la casa. La sequenza iniziale scaraventa immediatamente lo spettatore in un clima minaccioso di violenzasangue e terrore. Il prologo di Hostiles è cinema d’azione ma non solo, allo stesso tempo c’è il western (la minaccia dello straniero, l’ambientazione campestre) e il melodramma familiare (una famiglia distrutta). In pochi minuti e tanta tensione Scott Cooper getta le basi per una storia emozionante, trascinante, umana.

Dopo lo scoppio iniziale, il film presenta una situazione solo apparentemente meno violenta, stiamo entrando nell’ufficio dove un leggendario capitano dell’esercito (Christian Bale) verrà costretto ad accettare l’incarico di scortare un capo guerriero Cheyenne in punto di morte (Wes Studi) e la sua famiglia nella loro terra natìa.

Sono molti gli omaggi al grande padre del western americano (John Ford), specialmente al suo Sentieri selvaggi, rimandi non solo estetici come le famose inquadrature dall’interno verso l’esterno con i personaggi incorniciati (di fatto intrappolati) da porte e finestre. Soprattutto il personaggio di Christian Bale ricorda il John Wayne solo e disilluso, tanto eroe nel campo quanto sconfitto come essere umano. Il capitano interpretato da Bale però non è l’uomo duro senza lacrime di Ford, è anzi mostrato in tutta la sua fragilità ed emotività. Egli è un uomo traumatizzato che ha perso tanti affetti nel corso della sua vita, difatti entra subito in empatia con il personaggio interpretato da Rosamunde Pike, anch’ella scioccata dalla recente tragedia.

Il “mito della frontiera” assume dunque una nuova accezione. Il viaggio verso un’altra terra, tra scontri, imprevisti, lotta per la sopravvivenza, ora diventa il pretesto per narrare le paure, le fragilità e la disperazione ma anche la solidarietà e l’umanità che si acquisiscono con il dialogo e la conoscenza del “diverso”.

Tratto dal manoscritto di Donald E. Stewart, Hostiles di Scott Cooper vuole essere un grido silenzioso, come le emozionanti scene in cui la sofferenza del capitano è espressa solamente tramite la musica coinvolgente di Max Richter, i ralenti e le immagini di uno straziato Christian Bale.

Voto: 8 1/2