RomaFF12: Christoph Waltz si racconta da Vienna a Hollywood

Dal teatro al cinema, da Vienna a Hollywood, il suo mito giovanile era Marlon Brando, ma poi i gusti cambiano perché l’essere umano è in evoluzione

“Ieri ero a Vienna, passeggiando per il centro della città mi sono reso conto di una cosa che non avevo mai notato: i palazzi dell’Opera e del Cinema sono così vicini che allargando le braccia si riesce quasi a toccarli contemporaneamente. Ho pensato che questa poca distanza tra gli edifici rispecchi anche la vicinanza fra queste due arti. Il Cinema è molto più vicino all’Opera, e quindi anche al Teatro e alla Musica, rispetto ad altre arti come la pittura e la letteratura.”

Christoph Waltz è in attività da 35 anni e ha interpretato oltre 150 ruoli, ma ad Hollywood è approdato solo dopo parecchio tempo e, grazie a Quentin Tarantino, ha raggiunto la fama mondiale, vincendo 2 Oscar a distanza ravvicinata per le sue interpretazioni nei film Bastardi senza gloria (2010) e Django Unchained (2013).

Di Tarantino l’attore ha detto che lo ritiene uno sceneggiatore geniale e puntiglioso, oltre che un grande regista, infatti nei suoi film è tutto scritto e nulla è lasciato all’improvvisazione degli attori, i quali rispettano la sceneggiatura per filo e per segno. Waltz ha detto lo stesso anche di Roman Polanski che ha reputato un autore dalla scrittura più classica.

Nel corso dell’incontro sono state proiettate alcune clip tratte da film a cui Waltz ha lavorato, a partire da Bastardi senza gloria (Tarantino), passando per Carnage (Polanski), Django Unchained (ancora Tarantino), The Legend of Tarzan (David Yates) e Downsizing (Alexander Payne). Dopo le clip l’intervistatore nonché direttore artistico Antonio Monda ha domandato all’attore perché lo vediamo sempre nel ruolo del “cattivo”, Waltz ha risposto di avere alle spalle una carriera lunga oltre 30 anni e di aver recitato, tra cinema, teatro e televisione, in oltre 150 ruoli interpretando personaggi molto diversi tra loro.

L’attore ha scelto di mostrare tre film tra i suoi preferiti: Il mestiere della vita (Franco Rosi), Vivere (Akira Kurosawa) e I vitelloni (Federico Fellini). Waltz ha voluto consigliare questi film al pubblico della Festa del Cinema di Roma perché accomunati da un messaggio di fondo incarnato da tutti i protagonisti, dei “ribelli” che tentano, in modi differenti, di lasciare un segno nel mondo. Anche Christoph Waltz si sente vicino allo spirito ribelle di questi personaggi.

L’incontro si è concluso con l’imbarazzante domanda del direttore artistico: “Se fossi su un’isola deserta e potessi portare con te un solo film da guardare, quale sceglieresti?”

Christoph Waltz: “Innanzitutto dovrei preoccuparmi del fatto che starei morendo di fame e di sete…”

Antonio Monda: “Facciamo che cibo e acqua te li porto io.”

CW: “Allora non sarei su un’isola deserta. Se vuoi ti posso anche dare un titolo ma tra un’ora te ne direi sicuramente un altro. Ritengo che l’essere umano sia sempre in evoluzione e non bisogna mai trasformare l’ammirazione in idealizzazione. Vi confesso che tra i miei miti giovanili ammiravo molto Marlon Brando, amo ancora film come Il Padrino ma crescendo sono cambiato e insieme a me si sono modificati anche i miei gusti.”