Lucca Comics: ancora un grande successo per la manifestazione più importante d’Italia

foto di Sara Di Carlo

foto di Sara Di Carlo

Domenica 5 novembre si è conclusa la 51esima edizione del Lucca Comics and Games, ossia della fiera per eccellenza di fumetti, giochi da tavolo e (da qualche anno a questa parte) cosplay. Anche quest’anno i numeri sono stati piuttosto impressionanti (per quanto riguarda i numeri dell’edizione 2016 si può andare a consultare il mio precedente articolo, qui): 700 espositori, 90 location all’interno delle Mura della città toscana, e oltre 240mila presenze da ticketing (ossia di pubblico pagante) in cinque giorni. E possiamo dire che il tutto abbia “retto” senza problemi. Infatti, se anche quest’anno siamo andati incontro ai soliti disagi (come l’entrata al casello e la pioggia battente) non si sono fortunatamente registrati eventi negativi eclatanti, e dunque ancora una volta va fatto un plauso all’organizzazione. Ci tengo a precisarlo perché spesso chi sta dietro le quinte viene debitamente dimenticato, e ricordato solo quando ci sono le cose che non vanno.

Ma non perdiamoci troppo in chiacchiere ed entriamo nel mondo del Lucca Comics. Gli ospiti sono stati lo zoccolo duro di questa edizione: da Michael Whelan, autore del manifesto, a Robert Kirkman, creatore della saga a fumetti di “The Walking Dead”, da Raina Telgemeier a Taiyo Matsumoto, da Gabriele Salvatores ai protagonisti delle acclamate serie “Stranger Things” e “Star Trak: Discovery”, senza dimenticare gli autori nostrani, come Zerocalcare, Gipi, Leo Ortolani e molti altri ancora. Dall’organizzazione ci tengono anche a far notare come questa sia stata un’edizione seguita anche online: sulla pagina ufficiale facebook di Lucca Comics & Games negli ultimi 7 giorni ci sono stati in media 800mila contatti giornalieri, con un picco di oltre 2 milioni di contatti nella giornata del 3 novembre, mentre i live condivisi hanno ottenuto oltre 265mila visualizzazioni. Fondamentali, poi, le mostre, quest’anno molto ricche: dal realismo immaginario dell’artista fantasy americano Michael Whelan (autore tra le altre cose anche delle illustrazioni del gioco di ruolo Stormbringer), alle opere del maestro del manga Tayo Matsumoto (autore di Sunny), ma ancora mi ha sorpreso molto il lavoro di Igort, con quel suo tratto giapponese-occidentalizzato che lo ha reso l’artista italiano più amato in Giappone (sua infatti è l’opera “Quaderni Giapponesi”, della quale è stato anche presentato il seguito), e i fumetti sull’adolescenza di Raina Telgemeier. Peccato che quest’area delle mostre, come sempre purtroppo, fosse l’area meno frequentata di tutte. Vai a capire il perché.

Grande successo poi per Licia Troisi, autrice di narrativa fantasy, e per l’adattamento teatrale de “Una ballata del mare salato” (dal titolo “Una ballata per Corto Maltese”), ispirato al leggendario album di Hugo Pratt. Di fatto, un omaggio per i 50 anni dalla sua pubblicazione. Ottima accoglienza anche per il mondo del gioco da tavolo, con il torneo di D&D Epic, il ritorno di Magic: The Gathering e l’arrivo a Lucca di CoolMiniOrNot, un’azienda internazionale di miniature. Non scordiamoci poi le novità legate all’Area Movie, a cura di QMI-Stardust, che ha portato per la prima volta una realtà come Netflix a Lucca (con le conseguenti anteprime dei suoi telefilm di punta). Tra gli ospiti, i registi Luca Miniero e Enzo D’Alò, gli attori Simone Liberati e Pietro Castellitto, protagonisti del film “La profezia dell’armadillo”, tratto dall’omonima graphic novel di Zerocalcare. Oltre al consueto concerto di Cristina d’Avena, cito i cosplayer, che non potranno mai più passare inosservati in una realtà come quella di Lucca. Hanno organizzato spettacoli, parate, concorsi e raduni spontanei per tutti e 5 i giorni: ricordiamo la parata militare a tema “Callo f Duty” con tanto di veri mezzi bellici della Seconda guerra mondiale, realizzata per celebrare il lancio dell’ultimo videogioco Activison. Infine (ma non ultima) la Japan Town, il quartiere dedicato interamente all’arte e alla cultura nipponica, che quest’anno ha festeggiato i suoi 10 anni registrando un’affluenza impressionate.

Non è difficile dunque immaginare che il ritorno dal Lucca Comics and Games è sempre un po’ traumatizzante. Se vogliamo scavare in profondità possiamo dire che i motivi di questo trauma sono sostanzialmente due: in primo luogo la fine della festa. Quando finisce una cosa bella (e per me lo è stato) c’è sempre un po’ di malinconia nel ritornare alla vita di tutti i giorni. Una parte di me vorrebbe sempre godersi qualche altro giorno in più in mezzo a quei padiglioni. Invece la triste realtà è perennemente all’erta, pronta a svegliarti dai bellissimi sogni. L’altra questione traumatizzante riguarda tutti coloro che invece sono stati delusi (anche) da quest’edizione. Purtroppo è sempre un dispiacere costatare che ci sono state delle lamentele, ma credo sia giusto dare voce a tutti, sentire più campane possibili per cercare di fare ancora meglio in futuro. L’unico sforzo che dobbiamo fare è capire quali sono le critiche vere, ossia quelle che realmente dobbiamo prendere in considerazione, e quali invece sono quelle “fake”, pre-confezionate, ossia scritte addirittura prima dell’evento in se (come a voler intendere “vedrete che finirà così!”). Ricordiamo qui qualche critica “sensata” (trovata su internet) sperando che si capisca l’intento di informare il lettore, e non quello di polemizzare: medaglia di bronzo per le critiche rivolte ad alcuni commercianti, che con i loro sconti hanno “disarmato” totalmente la concorrenza (in area Games, ad esempio, diversi editori hanno deliziato i visitatori con degli “outlet” a prezzi stracciati. L’ho visto con i miei occhi, la testimonianza è diretta, anche se le lamentele mi sono state riferite personalmente da alcuni commercianti che non posso nominare, e il lettore è libero di credermi o no); al secondo posto troviamo chi si è lamentato di alcuni ordini fatti agli editori (questa volta in area Comics): ordini richiesti pre-Lucca e che non arriveranno nei tempi stabiliti perché “esauriti” proprio a Lucca (potete trovare uno degli “sfoghi” qui); medaglia d’oro – ancora una volta – per i “temporary shop” (dei quali abbiamo già parlato con una nostra piccola inchiesta lo scorso anno, qui), che quest’anno sono discretamente aumentati di numero. E così, mentre qualcuno si chiede se abbia ancora senso acquistare il biglietto, qualcun altro pensa che gli organizzatori di Lucca aggireranno il sistema imponendo un altro biglietto da comprare qualora si volesse solo entrare all’interno delle mura (senza essere interessati agli stand)! Quest’ultima notizia la metterei tra quelle “fake” (se volete la trovate qui, e scusate, mi è scappata, ma non ho saputo resistere dal riportarla).

Io non so quale possa essere il modo più giusto e più sensato per approcciarsi ad una fiera di questo tipo, che essendo così generalista per forza di cose accontenterà qualcuno e scontenterà qualcun altro (forse soprattutto alcuni “puristi”). Quello che so è che sparare a zero non fa bene a nessuno, non fa bene agli espositori, non fa bene ai visitatori, né agli organizzatori e neanche alla città di Lucca stessa. Mi fanno anche un po’ sorridere coloro che criticano sempre ma poi ogni anno prontamente ci tornano parandosi con frasi tipo “sono venuto a vedere se quest’anno la situazione era migliorata”. La cosa bella di una manifestazione di questo tipo è che è libera (molti spazi, anche padiglioni, stand e mostre sono gratuiti), e che allo stesso tempo ti regala un colore e un’allegria che sono ottimi per staccare dalla routine di tutti i giorni. Ma se questa distrazione non crea emozione nelle persone non c’è da preoccuparsi perché non esiste obbligo di ingresso (né gratuito né a pagamento). Spero che in futuro questo messaggio venga colto, anche perché di manifestazioni di questo tipo (anche se non di tale grandezza) ne nascono in continuazione anche in Italia, e sono convinto che ognuno di noi (purista o no) saprà trovare la sua dimensione da qualche parte. Invece, per tutti gli amanti del Lucca Comics & Games l’appuntamento è per il prossimo 31 ottobre-4 novembre 2018.

Matteo Roberti