Camminare in Etiopia: una proposta per la salute mentale

Immagine di Andrea Moroni (CC License)
Andrea Moroni (CC License/Flickr)

Il progetto di missione all’estero del Centro Diurno di San Paolo, come da progetto presentato al Comune di Roma per le attività 2017, quest’anno si svolgerà nel continente africano, più precisamente in Etiopia dal 25/11/17 al 08/12/17.

Il paese ha già visto presenti gli utenti del Centro nel suo territorio con due missioni nel 2009, e nel 2011 con i progetti denominati “I Sapori dell’Incontro”. In particolare l’Etiopia è stato il primo paese visitato dal Centro Diurno e con cui sono intercorsi scambi culturali ed operativi centrati sulla trasmissione di saperi specifici, sulla gastronomia, tessitura ecc. e su l’inserimento lavorativo dei pazienti in tale ambito. Quest’anno il progetto si concretizzerà in due specifiche fasi.

La prima incentrata sull’attività riabilitativa legata al movimento ed al trekking su cui il Centro Diurno da diversi anni è impegnato in modo particolare. Il gruppo trekking, infatti, che coinvolge a vario titolo circa quaranta utenti, con il suo specifico riabilitativo è impegnato settimanalmente con escursioni e gruppi in collaborazione con il Club Alpino Italiano. Il gruppo stesso è inserito, inoltre, in modo organico nell’attività regionale e nazionale di Montagnaterapia, con cui collabora anche con la partecipazione a Congressi e nella stesura e sistematizzazione delle linee guida di questa pratica terapeutica riabilitativa.

I partecipanti al viaggio in Etipia saranno accompagnati e supportati da una guida esperta del C.A.I., che partecipa in modo autonomo al progetto, con lo scopo di fornire sostegno tecnico nell’esperienza specifica. In questa prima fase saranno perciò applicate le metodiche di questo approccio riabilitativo in un ambiente particolarmente adatto allo scopo, montagne ed altopiani di altezza considerevole, consolidando ciò che nel corso degli anni si è sviluppato.

La seconda fase vedrà gli utenti e gli operatori essere protagonisti e divulgatori, come da esperienza effettuata negli anni, dell’unicità del modello di cura sviluppato in Italia fin dalla riforma basagliana. Incontreranno un ampio ventaglio di stakeholder della società civile ( ONG,OPD ecc.) istituzioni locali ed operatori sociosanitari. Tra gli incontri previsti ci sarà un incontro di lavoro con il CUAMM, che opera in africa da sessant’anni, in seno all’ospedale di Wolisso per una giornata di informazione / formazione per il personale sanitario e con le autorità locali relativamente alla cura della persona con disagio psichico, sulle tematiche psichiatriche, riabilitative ed infermieristiche.

Lo specifico italiano nella cura psichiatrica ha, infatti, una peculiarità riguardo i concetti di stigma, inclusione, normalità e devianza che potrebbero avere particolare eco in paesi che si affacciano ad affrontare questi problemi, in un ottica di psicologia di comunità con modelli alternativi alla contenzione e all’esclusione sociale ed umana. Sono programmati altri incontri, ad Addis Abeba, con focus sulla inclusione lavorativa e sociale. In particolare è prevista una visita e uno scambio di pratiche con il VIS, realtà storica di formazione professionale, relativamente all’esperienza e ai modelli già consolidati e messi in atto da anni dal Centro Diurno, condivisi con il Comune di Roma, con progetti di preformazione lavorativa, tirocini di lavoro e progetti sull’abitare.

L’ultimo incontro, sempre ad Addis Abeba, si svolgerà presso l’Istituto Scolastico Italiano, dove sarà proposto un intervento con gli studenti e gli insegnanti strutturato in una conferenza sul tema della salute mentale dal titolo: “Italia un paese senza manicomi: una storia di innovazione, cultura e civiltà”, atta a far conoscere ai giovani del paese, che studiano in una scuola italiana, una eccellenza della nostra sanità pubblica.

Inoltre sempre nel medesimo contesto sarà condotto un workshop esperenziale a carattere artistico con gli utenti, aperto agli studenti. Come nelle esperienze trascorse tutti gli utenti parteciperanno al viaggio collaborando con le proprie specifiche maturate nella frequentazione ai progetti riabilitativi del Centro Diurno. Quest’anno tutto il viaggio sarà inoltre documentato filmicamente nell’ipotesi di costruire un prodotto video. Il Gruppo è costituito da quattro operatori sanitari del DSM: una psichiatra, uno psicologo, due infermieri; due operatori non sanitari della Coop.; sette utenti del DSM.

 

Immagine di copertina di Andrea Moroni (CC License/Flickr)