Nasce a Udine l’Archivio Italiano dei Giochi

Sempre più il gioco da tavolo sta diventando cultura “di massa”. Anzi, la produzione italiana di giochi (seppur poi molti realizzati fisicamente all’estero) è in continua crescita. Per nostra fortuna, ad Udine, qualcuno sta raccogliendo per noi questo enorme materiale, e fra qualche tempo lo metterà a disposizione della comunità. Stiamo parlando dell’Archivio Italiano dei Giochi. Questa settimana incontriamo Dario De Toffoli, Presidente e direttore del comitato che gestisce proprio questo Archivio.

Dario grazie per essere qui con noi. Puoi illustrarci in cosa consiste l’Archivio Italiano dei Giochi?

Tutto parte da una mia vecchia che miracolosamente in Italia siamo riusciti a portare in porto grazie a questa città di Udine che è molto attenta alla cultura del gioco. Sostanzialmente la nostra idea è quella di valorizzare il gioco come strumento culturale e sociale. Per esempio, tanto per citare una delle cose importanti, l’archivio vuole classificare e catalogare tutti i giochi da tavolo, ma anche non da tavolo, e le pubblicazioni dei giochi che ci sono, collegandosi anche ai circuiti bibliotecari nazionali e internazionali. Insomma vorremmo creare un hub di informazione e cultura sul gioco. E poi fare anche azioni di prevenzione rivolte all’azzardo patologico. Noi siamo convinti che il gioco sano è di per se una prevenzione per l’azzardo.

Se ti chiedessi che cos’è secondo te che porta all’azzardo cosa mi risponderesti?

Ti risponderei che è lo Stato italiano. È il nostro Stato che è campione del mondo di questa attività. Consapevolmente viola la Costituzione attraverso le sue concessionarie spesso in odore di malavita. Notare che io non ho niente contro chi gioca coi soldi in modo sano e misurato, però le degenerazioni indotte dallo Stato italiano sono tra le peggiori del mondo. Abbiamo il maggior numero pro capite di slot machine fuori dai Casinò del mondo. Non a caso la dipendenza da gioco è considerata una malattia. Noi comunque preferiamo occuparci di giochi sani, facciamo questi studi, raccogliamo anche le copie fisiche di questi libri di giochi, ed organizziamo eventi culturali sui giochi. Siamo agli inizi, ma siamo anche molto fiduciosi.

Il progetto è partito il primo ottobre scorso. Come vedi il prossimo futuro? Come ti immagini l’Archivio?

Il futuro lo vedo molto bene, sono molto contento di come è iniziato, abbiamo già raccolto più di mille giochi fisici. Abbiamo già due aziende informatiche che stanno sviluppando i programmi per questo Portale, che poi sarà un Portale open source, ed inoltre faremo anche cloud source, cioè qualsiasi studioso che fosse interessato a collaborare allo sviluppo di questa classificazione e catalogazione potrà farlo con sistemi simili a Wikipidia tanto per capirsi però basati esclusivamente sui giochi e sulle pubblicazioni sui giochi. Inoltre abbiamo un comitato scientifico di valore assoluto, direi tra i maggiori esperti italiani del settore.

Quindi se uno volesse venire fisicamente da voi potrebbe richiedere ad esempio un gioco e poi prenderlo in prestito? Oppure giocarci?

Diciamo che possiamo anche funzionare come ludoteca (anche se a me piace di più il neologismo giocoteca), però sarà più che altro un archivio virtuale dove noi contiamo di catalogare tutto quello che è stato scritto in italiano sui giochi. Quindi, nella pratica, se ti viene in mente un particolare gioco e vuoi sapere chi, cosa, e dove troviamo scritto qualcosa a riguardo lo cerchi nel nostro database e troverai tutto. Sarà uno strumento formidabile a disposizione della comunità, ed uno strumento simile non esiste neanche negli archivi internazionali. Facciamo un altro esempio: tu hai una collana di libri che noi non abbiamo; fra qualche mese, quando tutti i sistemi saranno a posto, potrai interfacciarti con noi e collaborare per creare delle schede catalografiche.

Se qualcuno volesse da subito mettersi in contatto con voi, cosa dovrebbe fare? C’è già un sito di riferimento?

Noi abbiamo appena inaugurato il sito, ma non c’è ancora il Portale per la classificazione. Come detto stiamo ancora sviluppando i programmi dato che siamo nati ieri l’altro, però c’è già un sito che da le prime informazioni. Il sito è: www.archiviodeigiochi.it. Abbiamo poi una pagina facebook. Visitando questi siti ci si può rendere conto di quello che facciamo e di quello che abbiamo intenzione di fare.

Prima hai accennato anche al fatto che ci saranno degli eventi che riguardano i giochi. Parliamo di convegni e conferenze immagino.

Assolutamente si, anche per celebrare in un certo senso questa città di Udine che ci ospita. Per esempio abbiamo avuto un evento che ha riguardato l’unione tra il gioco e la fisica quantistica. Abbiamo avuto Fabio Chiariello che ci ha presentato un gioco online basato sulla fisica quantistica appunto. Un gioco comunque semplice, alla portata di tutti. Noi di base ci occuperemo delle pubblicazioni italiane, di giochi italiani, ma terremo anche conto delle pubblicazioni e giochi internazionali, soprattutto i più importanti. Ad ogni modo la nostra ambizione rimane quella di raccogliere più giochi italiani possibile (mentre invece faremo solo una selezione per quelli internazionali).

Il comitato scientifico come l’ha presa questa idea?

Pensavo che mi dicessero che fossi un folle, mentre invece hanno reagito tutti in forma direi entusiastica. Ognuno di loro, singolarmente, ha sempre portato avanti l’idea del gioco “pulito”, e vederli ora tutti insieme è senz’altro una bella cosa. Abbiamo già avuto un incontro tutti insieme qualche settimana fa, è stato bellissimo. Eravamo una decina fisicamente presenti a Udine, ed altri cinque o sei in videoconferenza. Ne è nata una discussione molto interessante, con proposte all’avanguardia. Ci stiamo lavorando, questo mi conforta e mi da forza e speranza che le cose vadano bene proprio perché ho l’appoggio della – chiamiamola così – cultura del gioco.

Chi è il vostro interlocutore modello? A chi vi rivolgete maggiormente?

Noi ci rivolgiamo innanzitutto a chi studia i giochi o lavora coi giochi, insomma a chi si occupa di giochi. Per loro noi dobbiamo diventare il punto di riferimento, speriamo nel giro di un anno. Ma ci rivolgiamo anche ad autori o a semplici collezionisti. Prima di tutto il nostro è un centro di studio, questo non lo scordiamo, dopodiché, quando organizziamo eventi per la città allora è aperto a tutti, bambini, ragazzi, famiglie, perché cerchiamo di divulgare il gioco sano anche per prevenzione. Abbiamo infatti idea di organizzare conferenze nelle scuole a tale scopo. Siamo nati ad Udine e quindi iniziamo da Udine e dalle zone intorno alla città, dopodiché di ambizioni ne abbiamo tante, ma andiamo con ordine e rimaniamo con i piedi per terra. Siete naturalmente tutti invitati qui ad Udine perché Udine è una bellissima città, una città attenta, e vale proprio la pena venire a trovarci.

Matteo Roberti