Cercare lavoro online, tra opportunità ed abbagli

Ormai cercare lavoro online è pratica comune da anni: il pc ha soppiantato il caro vecchio giornale, anche se per alcuni l’integrazione delle due fonti è ideale. Cercare lavoro su internet vuol dire confrontarsi con un grande numero di piattaforme specifiche, performanti e sempre più personalizzate che permettono una rapidissima diffusione delle informazioni utili. 

In Italia, la legge prevede che operatori pubblici e privati autorizzati dal Ministero del Lavoro svolgano attività dedite a favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro in un regime di competizione e concorrenza.  

Gli enti di riferimento, anche online, sono i centri per l’impiego gestiti dalle provincie e le agenzie per il lavoro che si occupano di somministrazione, ricerca e selezione, oltre a fornire un supporto nella ricollocazione del personale.  

Tra i canali di ricerca di un impiego online ci sono i siti web aziendali ed i portali d’incontro tra offerte e domande di lavoro. Nei primi vengono fornite informazioni riguardo le autocandidature, le offerte di lavoro disponibili in quel momento, i tirocini e la segnalazione della partecipazione ad eventi che permettono l’incontro tra le persone e le aziende, come i saloni o le fiere dedicate al lavoro.  Nei secondi si trovano comunque inserzioni di lavoro e, registrandosi, si possono effettuare ricerche, inserire curriculum, rispondere alle offerte, ricevere comunicazioni (job alert) via e-mail o sms nel momento in cui sono pubblicati annunci interessanti per il proprio profilo. Molto spesso in questi portali la candidatura di chi cerca lavoro arriva direttamente all’azienda in questione, altre volte è il sito che effettua un primo screening dei curricula e poi propone i profili più interessanti secondo i criteri di ricerca di chi offre il lavoro.   

È importante considerare che sia siti che portali devono offrire lavoro gratuitamente, per ciò è sconsigliato pagare canoni di abbonamento per consultare le offerte d’impiego. Si deve controllare sia che gli annunci siano costantemente aggiornati sia la qualità e quantità delle aziende che utilizzano tali canali di recruiting online.  

Mettendo un attimo da parte queste informazioni che rimandano ad una situazione potenzialmente idilliaca per chi cerca lavoro su internet, è importante dare spazio a tutto ciò che concerne l’emotività di chi, spesso ogni giorno, resta impigliato nella rete alla ricerca di un impiego. È spesso frustrante cercare lavoro online perché dopo aver mandato vari curriculum, dopo aver selezionato gli annunci possibili, non si riceve alcuna risposta dalle aziende, quindi si sta giorni e giorni in attesa con la speranza di avere un feedback, anche negativo, che tolga dall’incertezza. Anche i portali online che si occupano dei bandi di concorso sono molto contorti: non rimandano direttamente al testo integrale facendo finire chi cerca lavoro in una giungla di link e di rimandi al concorso che non finisce più.  

Altra criticità nell’ambito dei concorsi, spesso riferibile ai siti ufficiali chi li bandisce, è la seria difficoltà per chi si è iscritto, a tenersi informato sulle varie scadenze, sulle prove concorsuali ed infine sui risultati e sulle relative graduatorie.  

Un’altra operazione lunga e noiosa è la discriminazione degli annunci di lavoro reali, da quelli che promettono guadagni anche considerevoli, ma che nascondono delle truffe o si rivelano “a percentuale”, per cui, in assenza di uno stipendio fisso, anche minimo, il malcapitato si trova nella stessa condizione economica di prima. Frequenti sono i portali che obbligano chi cerca un impiego ad autorizzarli ad inviare offerte pubblicitarie, a fornire i suoi dati sensibili a terzi con fini commerciali, intasando la poste elettronica di colui che ormai è pronto a tutto pur di lavorare.  

Senza nulla togliere all’innovazione ed alla grandissima scelta che internet offre a coloro che cercano lavoro, sono innegabili la frustrazione e l’avvilimento quando, dopo tante ore impiegate davanti al pc, non si riesce ad ottenere neanche un colloquio in cui potersi realmente mettere in gioco. 

Forse più che della rete ci vorrebbe UNA rete, fatta di umanità, di comprensione con la volontà di dare a chi è in uno stato di precarietà una chance reale e dignitosa.

 

Foto di Nicolas Nova/Flickr CC-license