Natale coi parenti: a cosa possiamo giocare?

Foto di Yoppi

Il giocatore da tavolo medio, generalmente, soffre il natale in modo particolare. Mai come durante quei giorni, infatti, ci si trova di fronte a dover affrontare una potente nemesi: ossia i giocatori d’azzardo occasionali! Stiamo parlando di quelle persone che, una volta l’anno, si improvvisano grandi giocatori dotati di bluff, e sono disposti a tutto pur di tornare a casa con qualche spicciolo in più in tasca. Addirittura possono capitare casi in cui parenti vengono da lontano apposta per spellarti vivo! Sarebbe brutto deluderli. Davanti a questi strani “animali” si finisce per tapparsi il naso e tirare un sospiro sconcertato. Durante le festività natalizie è molto difficile, infatti, apparecchiare giochi diversi dai classici giochi natalizi (tombola, sette e mezzo ecc,) oppure diversi dal Monopoli o dal Risiko! Come si prova a mettere in tavola una scatola diversa da quelle che generalmente il parentado medio si aspetta si viene fulminati con lo sguardo. Ed è uno sguardo che non lascia speranza. Il guaio nasce dal fatto che il giocatore da tavolo medio si diverte molto a giocare durante l’anno, e quindi si chiede perché non far divertire una volta tanto anche i suoi parenti. È una specie di missione innata alla quale è difficile sfuggire. Il più delle volte, però, si finisce per rimanere delusi e appunto disintegrati da quegli sguardi.

Eppure c’è ancora gente che ci spera, giocatori testardi che decidono che se non apparecchiano almeno uno dei loro giochi non saranno soddisfatti. La prendono come una sorta di prova di fine anno: far provare ai parenti un gioco degno di essere giocato! Ammetto che anche il sottoscritto ci abbia provato in passato, anche se con scarso successo. Pochi sono stati i giochi non d’azzardo che sono riusciti a fare breccia nel periodo natalizio, e tutti hanno avuto in comune tre aspetti fondamentali: un gioco per tante persone, dal veloce setup, e dalla durata di gioco contenuta. Come la preparazione dovesse superare un tot di secondi, anche l’attenzione degli altri verrebbe meno. Fortunatamente il mondo dei giochi da tavolo è pieno di titoli veloci e per tante persone (o “filler” se preferite), ottimi da sfruttare anche durante le serate natalizie. Faremo di seguito alcuni nomi di titoli degni di essere provati.

Primo su tutti propongo Dixit. Di questo gioco abbiamo già parlato (esattamente qui), anche se nel caso del periodo “natalizio” consiglio la versione Odissey (che estende il numero di giocatori fino a 12). In questo gioco i partecipanti, a turno, devono dire una frase riferita ad una delle carte illustrate che hanno in mano, e fare in modo di far indovinare a qualcuno (ma non a tutti) la carta che loro hanno scelto di descrivere. Dixit, dopo diversi anni, continua ad essere un ottimo “entry-game” (anche se nulla più), facilmente comprensibile e giocabile davvero da tutti, anche (o forse soprattutto) dai bambini. Sulla stessa “scia” abbiamo Hall of Fame, un gioco anch’esso di carte, utilizzabile in tre modalità. Una delle tre modalità è molto simile a  Dixit, ma aggiunge una variabile “personale” che potrebbe non guastare. In Hall of Fame il giocatore di turno dice una frase legata ad una propria carta (che questa volta scopre e rende visibile), come ad es. “chi è più intelligente di…” e poi gioca la carta di Leonardo da Vinci. Gli altri giocatori dovranno passargli coperta una carta e sperare di essere scelti come alternativa credibile alla carta giocata dal giocatore di turno. Ancora su questa scia abbiamo Mysterium. A differenza degli altri due giochi, Mysterium richiede un attimo in più per essere apparecchiato (e anche qualche minuto in più prima della fine del gioco), ma l’atmosfera che crea dovrebbe facilmente attrarre gli interlocutori senza annoiarli. In questo gioco uno dei giocatori interpreta un “fantasma” che deve far indovinare agli altri giocatori una storia, usando solo le carte che ha in mano, quindi senza la possibilità di parlare o fare gesti. Gli altri giocatori dovranno essere in grado di ricostruire ognuno la propria storia in tempo per liberare il fantasma.

Oppure abbiamo altri giochi simpatici, che inseriscono anche una punta di bluff. Come Saboteur. In questo gioco ognuno interpreta un nano buono o un nano cattivo (si pescano segretamente delle carte ruolo). L’obiettivo dei nani buoni è quello scavare fino ad arrivare a prendere l’agognata pepita d’oro, mentre l’obiettivo dei nani cattivi è quello di impedirglielo. Altro gioco di bluff, un po’ vecchiotto, è La Stangata (un vecchio gioco della Ravesburger), con il quale è possibile utilizzare addirittura i soldi veri (anche se questa variante deve essere improvvisata dai giocatori sul momento, visto che il gioco propone semplicemente delle fiches). In questo gioco ogni partecipante scommette su una bisca e decide se giocare una carte “giocatore d’azzardo”, col quale prenderebbe il malloppo, o una carta “retata” con la quale arresterebbe altri eventuali giocatori d’azzardo in quella bisca. Un gioco intrigante, “bastardo”, ma anche molto simpatico e veloce.

In ultimo cito due titoli, anch’essi simili tra loro, e che potrebbero facilmente “bucare” il muro difensivo dei parenti: sto parlando di Anno Domini e Time Line. In questi giochi i partecipanti hanno delle carte davanti a loro, raffiguranti oggetti, oppure frasi di carattere storico, filosofico, scientifico (a seconda dell’espansione che si intende utilizzare). A turno ogni giocatore deve mettere una delle proprie carte in mezzo al tavolo e formare una sorta di “linea temporale” storica, senza commettere errori. Ogni carta, sul retro, riporta l’anno in cui quell’avvenimento, quella scoperta, quel film ecc. si è verificato. Chi sbaglia nella linea temporale riceve ulteriori carte. Lo scopo è finire tutte le carte che si hanno davanti.

Insomma, alternative alla classica tombola, al classico sette e mezzo, o al classico minimo e massimo ci sono. Sta a voi giocatori provare a far provare qualcosa di nuovo, e sta a voi non giocatori provare ad aprirvi a qualcosa di nuovo. Qualcosa che per lo meno affianchi (anche se preferirei dire “eliminare”) il più possibile l’azzardo di quei giorni.

Matteo Roberti