I cult di Natale che piacciono agli italiani

Era il 1946 quando nelle sale americane, e poi nel resto del mondo, veniva proiettato La vita è meravigliosa di Franck Capra, film drammatico divenuto cult che narra la storia di George Bailey (James Stewart), un uomo che, la sera della vigilia di Natale, ripensando alla sua “inutile” esistenza è sul punto di suicidarsi quando viene salvato da un angelo custode che gli metterà di fronte la sua vita facendolo riflettere sul suo valore di uomo. Nel 1983 usciva il classico Disney Canto di Natale di Topolino, cortometraggio ambientato nell’Inghilterra vittoriana il giorno della vigilia di Natale e che vede Scrooge (Paperon de’ Paperoni), un datore di lavoro avaro di denaro e sentimenti, spremere fino all’ultima goccia i suoi poveri dipendenti partendo da Bob Cratchit (Topolino). Siamo sempre negli anni Ottanta, precisamente nel 1984, quando Joe Dante gira I Gremlins, il cult comedy-horror prodotto da Steven Spielberg con protagonisti dei mostriciattoli tanto teneri quanto pericolosi. Per chi, come me, ha vissuto l’infanzia ed è cresciuto negli anni ’90 non può non associare la commedia boom di incassi di John Hughes al periodo delle vacanze natalizie, sto parlando di Mamma, ho perso l’aereo (1990), che personalmente guardavo ogni anno durante la settimana bianca insieme al mio cuginetto coetaneo. Nel 1993 è la volta di Nightmare Before Christmas, l’animazione stop-motion dalle tinte dark firmata Tim Burton. L’anno 2000 vede Il Grinch di Ron Howard, pellicola basata sull’omonimo libro di Dr. Seuss e narrante la storia dell’omonima creatura (interpretata da Jim Carrey) che odia il Natale. Si pensi poi alla commedia all’italiana, quella dove si ride a denti stretti, a film come Parenti Serpenti (1992) di Mario Monicelli e alla famosa commedia teatrale Natale in casa Cupiello scritta negli anni Trenta da Eduardo De Filippo e che ebbe ben due trasposizioni televisive, nel 1962 e nel 1977, dirette dallo stesso De Filippo.

Commedie, film drammatici, fantasy, animazione, diversi i generi e diverse le categorie di spettatori cui si mira, a Natale c’è cinema per tutti con film belli e film brutti. Ma in questa sede, o meglio in questo periodo, mi asterrò dal giudizio, perché a Natale si è tutti più buoni! Mi limiterò dunque a parlare dell’offerta cinematografica natalizia tra le produzioni dello Stivale e quelle d’oltreoceano. In Italia le commedie la fanno da padrone, gli incassi degli ultimi anni favoriscono il fresco, attuale e intelligente umorismo di Checco Zalone, che mette d’accordo pubblico e critica, a quello vecchio e stantìo di Aldo, Giovanni e Giacomo, lo scorso anno il loro Fuga da Reuma Park è stato un vero e proprio flop di incassi. Ma il film di Natale italiano più famoso di sempre è il cosiddetto Cinepanettone che proprio quest’anno compie i suoi trentacinque anni dall’uscita del primo film della serie. Apro qui una breve parentesi per rendere l’idea anche su quanto sia conosciuto il cinepanettone al di fuori dai confini nazionali, e vi rivelo che qualche anno fa ho assistito alla presentazione, al Teatro Palladium della Garbatella, del libro Fenomenologia del Cinepanettone scritto da uno studioso irlandese di cinema che si meravigliava del fatto che nessuno avesse mai dato abbastanza attenzione a questo “fenomeno unico” di enorme successo commerciale, un filone di “cult contemporanei” a detta dell’autore. Ebbene non solo quest’anno ma proprio in questi giorni il cinepanettone festeggia i suoi trentacinque anni da Vacanze di Natale di Carlo Vanzina e lo fa con un montaggio-omaggio di Paolo Ruffini intitolato Super vacanze di Natale.

Ma gli italiani a Natale non vedono solo i film made in Italy, sono tante infatti le produzioni hollywoodiane che approdano sul nostro suolo e che tanto ci piacciono. I generi più apprezzati sono ancora le commedie ma anche i film drammatici, i cosiddetti strappalacrime tesi a suscitare emozioni e stati d’animo intensi come la gioia e il pianto, l’altruismo e la compassione. Tra questi si può ricordare Miracolo nella 34ª strada di Les Mayfield, cult del 1994, remake del quasi omonimo film diretto negli anni Quaranta da George Seaton (Il miracolo della 34ª strada). Un’altra pellicola del genere è A Christmas Carol di Robert Zemeckis che nel 2009 ha portato sullo schermo la storia dell’omonimo romanzo scritto nel 1843 da Charles Dickens e che ispirò anche il sopracitato cortometraggio Disney. Tra le commedie degli ultimi tempi come non citare Love Actually – L’amore davvero di Richard Curtis che nel 2003 venne molto apprezzata dal pubblico, si pensi alla romantica dichiarazione muta che Mark, il personaggio interpretato dal Rick Grimes di The Walking Dead (Andrew Lincoln), fa alla sua amata Juliet (Keira Knightley). Trarrei ora le somme del discorso con l’ormai quasi immancabile distribuzione italiana dicembrina delle commedie di Woody Allen, che non a caso è tra gli autori più prolifici della storia del cinema, si pensi a Tutti dicono I Love You (1996), Midnight in Paris (2011), Magic in the Moonlight (2014), commedie spesso dal retrogusto amaro e che virano sempre più sul tragico, si pensi soprattutto a Blue Jasmine (2013), Irrational Man (2015) ma anche all’ultimo La ruota delle meraviglie – Wonder Wheel che si trova proprio in questi giorni nelle sale italiane.