Il treno è il cinema nell’ultimo film con Liam Neeson

L’uomo sul treno di Jaume Collet-Serra ha come unica location l’arcaico e sempre più ricorrente elemento cinematografico del treno. Un thriller mozzafiato ma che racconta poco altro

C’è il treno, c’è il ricatto, una famiglia in pericolo, una scadenza e il tempo che stringe, una sostanziosa ricompensa in denaro, ma soprattutto un obiettivo da raggiungere: trovare una persona con una borsa contenente qualcosa che non deve esser lì. Per scoprire di chi si tratta Michael (Liam Neeson) ha solo un’altra informazione: lo sconosciuto passeggero ha un biglietto valido per la tratta fino alla fermata “Cold Spring”. 

L’uomo sul treno, ultima pellicola del regista Jaume Collet-Serra (Orphan, Non-Stop, Paradise Beach – Dentro l’incubo), ha inizio mostrando la routine quotidiana di Michael in un montaggio alternato con le inquadrature a sfondo nero su cui appaiono i titoli di testa. 

Michael è un pendolare (The Commuter è il titolo originale) che ogni mattina da 10 anni viene destato da una radiosveglia che trasmette puntualmente notizie su orario e temperatura. Si alza, si prepara e si reca a lavoro. Quella di Michael, venditore di assicurazioni con un passato da poliziotto, è una vita metodica e ben organizzata ma stabile e sicura, fin quando un giorno viene liquidato trovandosi improvvisamente disoccupato. 

A bordo del solito treno Michael incontra una donna misteriosa, il suo nome è Joanne (Vera Farmiga) e tutto inizia con una domanda che questa rivolge all’ex venditore di assicurazioni: “Che tipo di persona è lei?”. Poi la proposta di scovare l’identità misteriosa. 

Thriller psicologico? Classico film d’azione con minaccia e countdown? Di sicuro L’uomo sul treno è un vero e proprio thriller mozzafiato camuffato da thriller psicologico. È un film che tocca diversi generi e non si inquadra fin da subito, la trama si srotola man mano che la pellicola (e  il treno) avanza e allo stesso tempo crescono la tensione e l’azione. 

Ecco, soprattutto quest’ultima è resa in modo spettacolare ed eccessivo. Nel film del regista catalano si scorgono infatti molteplici rimandi sotto gli aspetti estetico-narrativi. Partendo dalle sceneggiature a “incastro” alla Christopher Nolan (Memento, The Prestige, Inception), i cosiddetti mind-game film, arrivando fino a quelle pellicole adrenaliniche e piene di suspense che hanno come location privilegiata il treno, mezzo d’altronde arcaicamente connesso alla settima arte a partire da L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat (1896) dei fratelli Lumière.

Entrando però nello specifico del film in questione, più che i Lumière viene in mente Snowpiercer del sudcoreano Bong Joon-ho, a partire dal fatto che nel film di Bong il treno è il mondo, per Collet-Serra invece è più il cinema in senso lato: mise en abyme, rimandi metalinguistici anche ironici, come le esagerate e disumane sequenze d’azione e di lotta, montate in modo così frenetico e chirurgico da lasciare senza fiato. A questo proposito in più occasioni L’uomo sul treno tocca l’assurdo proprio per l’estremizzata resistenza fisica che ritrae il protagonista subire in maniera impassibile i contraccolpi come fosse un personaggio di un videogioco di lotta, si pensi ora a quei film ispirati per l’appunto a videogames come il famoso Assassin’s Creed. 

Non in ultimo viene l’enigma da svelare, la persona misteriosa a bordo del treno, proprio in questo periodo è ancora distribuito in alcuni cinema Assassinio sull’Orient Express (Kenneth Branagh), basato sull’omonimo giallo di Agatha Christie. Non più nelle sale è invece L’altro uomo (1951) del maestro del brivido, il cui titolo originale è Strangers on a Train che ancora una volta unisce tale location all’ignoto. Ciò conferisce alla storia quell’alone di mistero legato al restare in un dato luogo chiuso e per un certo lasso di tempo insieme a degli sconosciuti, un po’ come al cinema.

L’uomo sul treno si unisce dunque ad altri film gialli e thriller che fanno del treno il loro proprio motore d’azione. La pellicola però, come il treno, sfreccia dritta sui suoi binari così come davanti agli occhi di uno spettatore abbagliato che, oltre il puro spettacolo, vede poco altro.

Voto: 7

Al cinema!