Camille Claudel, tra genio e follia

Nell’arco della storia sono numerosi gli esempi di genio femminile: si pensi ad Ipazia, celebre filosofa greca che studiava il moto dei pianeti, che scoprì l’ellittica del moto della Terra; od ad Artemisia Gentileschi, pittrice del Cinquecento che ritrasse spesso se stessa nelle sembianze di Giuditta che uccide Oloferme, simbolo del suo stupro da parte di un amico del padre. In questo numero ci occuperemo di Camille Claudel, sorella maggiore di Paul Claudel, poeta e celebre diplomatico.  

Miseria, passione, solitudine, follia e genio aleggiano nella vita di questa straordinaria donna, amante ed allieva del celebre Auguste Rodin, del quale valore personale e contributo all’arte del Maestro non sono stati ancora pienamente considerati. 

Camille, nata a Fère en Tardenois l’8 dicembre del 1864, aveva il talento della scultura già all’età di dodici anni. Fu la sua costanza nell’applicarsi alla modellatura a convincere il padre ad iscriverla all’Académie Colarossi, studiando privatamente a Parigi, guidata dallo scultore Boucher. 

La sua prima esposizione al Salon avvenne a 18 anni. Poco dopo ci fu l’incontro con Rodin, che aveva ventitre anni più di lei. Fin dall’inizio della loro relazione li legò subito un grande passione, insieme ad una reciproca influenza in cui lui ritrasse lei e lei ritrasse lui. Come parte di quella grande collaborazione, fu Camille a modellare mani e piedi nelle figure della Porta dell’Inferno 

Ma all’epoca Rodin aveva un’altra donna, Rose Beuret, che non era disposto a lasciare, ed anche un figlio avuto con questa donna, di due anni minore di Camille. Da qui il motivo per il quale il rapporto tra i due artisti fu molto tormentato, raccontato dallo scultore in molti disegni, conservati al museo Rodin di Parigi, contornati da risvolti erotici; come fece Camille nelle sue sculture. 

Ha dato vita ad un kamasutra artistico ispirato al famoso poema indiano, rielaborato tra il IV e V secolo a.C. dal poeta Kalidasa, dove la leggiadra ninfa Sakuntala cerca il suo sposo scomparso. Gli anni dell’intensa passione tra i due è immortalata nella scultura in bronzo La Valse, del 1891, dove Camille ritrae una coppia che balla un valzer appassionatamente. 

Nel 1892 i due si lasciarono definitivamente, avendo la donna capito che mai sarebbe diventata la moglie del grande artista; in questa situazione Camille decise di cominciare un percorso personale di autoaffermazione. In questo periodo vengono alla luce opere come Clotho, del 1893, varie versioni di La petite Chatelaine, iniziato nel 1893 e poi ripreso nel 1895 e nel 1898, nel 1907 l’Age mur il suo capolavoro 

Nel 1897 realizzò les Causeuses, tra il 1886 e 1888 Sakuntala, l’imponente gruppo scultoreo in bronzo ispirato al dramma indiano, nel 1900 la Vague, che testimonia il profondo mutamento artistico avvenuto nell’artista, che si era avvicinata all’arte giapponese introducendo nelle sue raffinate opere l’onice 

Dal 1896 Camille soffriva di un disordine mentale che si aggravò con il passare del tempo, era ossessionata dal furto e dal plagio: immaginava che Rodin la facesse spiare dai suoi assistenti per rubare le sue idee ed anche che volesse farle del male; le manie di persecuzione si aggravarono così tanto che arrivò a distruggere le sue opere.  

Dal 1913 fu fatta ricoverare dalla madre e dal fratello Paul in un manicomio vicino Parigi. Venne poi trasferita nel manicomio di Montdevergues, dove vi morì il 19 ottobre del 1943. Auguste Rodin moriva 26 anni prima. Dal manicomio l’artista scrisse lettere, elenchi doggetti e richieste di aiuto,pèrchè voleva essere riportata nel paese dove era nata. 

 

Foto di Kim Unertl | Flickr | CCLicense