La compagnia degli animali per chi soffre, ora non è più un utopia

Il cane, insieme al gatto e persino al coniglio, è il migliore amico dell’uomo. Gli animali sono, nel corso della propria esistenza, molto importanti sia nei momenti belli sia in quelli brutti. Ci aiutano spesso ad andare avanti, ci danno la forza di superare la solitudine, di tirarci su di morale quando siamo tristi e ci fanno sentire amati e importanti. Fino a oggi sembrava quasi un’assurdità, un’eresia, pensare che un proprio amico a quattro zampe potesse entrare a far visita a un paziente ricoverato. Invece adesso tutto questo è possibile, sta succedendo nella regione Lombardia. 

La Lombardia è l’unica regione in cui è applicata una legge nazionale grazie all’Assessore al Welfare Giulio Gallera, che commenta questa decisione dicendo che la visita dell’amico a quattro zampe può avere un valore terapeutico importantissimo. Tra gli obiettivi c’è anche quello di sensibilizzare le altre regioni all’applicazione di questa legge che è stata utilizzata, con una velocità incredibile, nell’interesse dei pazienti. Come ci dice lo stesso Assessore: “è un grande segno di civiltà quello della Lombardia ma anche della Toscana e dell’Emilia Romagna”, che si stanno attivando in questo senso.  

Trattandosi di ospedali, ci sono ovviamente delle regole da seguire: il paziente deve richiedere per iscritto le visite e gli orari da concordare anche con i compagni di stanza, la conduzione degli amici a quattro zampe deve essere fatta da persone maggiorenni, poi ci sono delle norme diverse da seguire nei casi di cani, gatti e conigli. Per quanto riguarda i primi devono essere registrati e riconosciuti dall’anagrafe, essere muniti di museruola e stare al guinzaglio, che deve essere massimo di 1,5 mt. Per quanto riguarda invece i gatti e i conigli devono arrivare nelle rispettive gabbiette. Tutti gli animali devono essere puliti e spazzolati prima dell’entrata. Infine devono tutti essere muniti di documentazione sanitaria, la loro presenza è consentita in quasi tutti i reparti tranne che in quelli di terapia d’urgenza e terapia intensiva. 

Attualmente le aziende ospedaliere che hanno aderito a tale progetto sono sessanta, ma l’adesione si sta sempre più espandendo e da qui a pochi mesi si prospetta che tutti gli ospedali della Lombardia aderiranno a questo progetto. Si capisce da questa situazione come la Lombardia sia più avanti, almeno su questa questione, rispetto alle altre e ciò dovrebbe essere un punto di inizio per tutta la nazione. Il grande senso di civiltà si vede in tante piccole cose a cominciare dal superamento di pregiudizi del tipo “gli animali sono sporchi”, oppure “sono pericolosi”, mentre l’animale non è per niente pericoloso e i cani, soprattutto, sono cosi fedeli e devoti che possono solo portare beneficio al padrone con cui hanno un rapporto affettivo tale che, a volte, possono anche favorirne la guarigione. 

Tra questi ospedali c’è il Niguarda (Milano), dove è stato girato anche uno spot, la cui iniziativa è stata realizzata dall’associazione Amo gli animali. Il direttore di questo ospedale, Dott. Trivella, ci dice che “così si rompono le barriere ma in modo corretto”, e grazie a lui in questa struttura viene applicata la terapia con gli animali.  

Con la Pet Therapy nel reparto di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza si utilizzano i cavalli e nell’unità spinale entrano i cani. “Avere il proprio amico accanto migliora le possibilità di cura in maniera efficientissima”, dice ancora Gallera. L’auspicio è quello di diffondere queste terapie anche all’estero, ma già in Irlanda la cura per gli animali è richiesta in ambito lavorativo, con richieste di curricula in cui si dimostri l’amore per gli animali con una sorta di diplomino di veterinaria. Questo fa emergere un dato importante, negli ultimi tempi l’attenzione per gli animali sta aumentando, sia per l’amore verso di loro, sia per l’aiuto che loro ci possono dare. Speriamo che questo porti a un maggior rispetto per gli animali e che diminuiscano i casi di violenza, gratuita, nei loro confronti.  

Qualcosa sta cambiando anche fuori dagli ospedali, succede a Genova. L’Assessore alla cultura, Elisa Serafini, con una delibera dà la possibilità ai suoi collaboratori di portarsi il cane in ufficio a Palazzo Ducale in accordo con i colleghi e nel caso che non esistano allergie. La Serafini ha dichiarato: “portare il proprio cane migliora il clima tra colleghi e non fa correre a casa per farlo uscire”, aggiungendo che dalla prossima primavera saranno introdotti anche all’interno dei musei.  

Un’iniziativa che premia cane e padrone. Si sa come spesso non si prendono cani a causa di mancanza di tempo per curarli e stare con lui nella vita frenetica di tutti i giorni. Queste agevolazioni sicuramente possono stimolare le persone ad adottarli. Secondo una ricerca fatta da “Purina”, il 68% degli intervistati rinuncerebbe a benefici economici, come buoni pasti, pur di avere la compagnia anche in ufficio di un amico a quattro zampe. Inoltre è emerso un dato statistico a conferma che la compagnia di questi animali anche in campo lavorativo riduce lo stress in maniera molto seria. Un dato di cronaca, sempre a Milano, ci sono due aziende dove è consentito già l’ingresso di cani, si tratta di Google e Nintendo. 

Insomma gli animali danno tanto, in particolar modo i cani. Ci auguriamo che questa legge, che speriamo si applichi in tutta la nazione e che si basa sull’amore enorme che un animale può dare, contribuisca a sfatare tutti quegli stupidi pregiudizi che molti hanno nei loro confronti. 

 

Foto di Shawn | Flickr | CCLicense