Una villa romana dentro l’Auditorium

Quando si parla dell’Auditorium, il Parco della Musica di Roma, si pensa ai concerti, alle passeggiate e a eventi. Ma avete mai pensato che al suo interno ci potesse essere un museo? Quasi sicuramene no, invece è proprio così, e si tratta del museo Aristaios. 

È un museo abbastanza piccolo, diviso in due sale ed è all’interno del complesso. Questa esposizione permanente, a dire la verità, può passare inosservata nonostante sia molto particolare la sua storia e la sua nascita.  

Questo sito nasce per caso grazie agli scavi che iniziarono nel 1995 per la costruzione dell’attuale Auditorium, su progetto di Renzo Piano, quando fu scoperto che in quel posto prima c’era una Villa Romana ancora ricca di reperti storici e oggetti di epoche diverse comprese fra la seconda metà del VI a.C. e il II d.C. All’interno di queste sale possiamo trovare oggetti di ogni tipo che testimoniano la vita e la storia di questa villa. Per esempio, si può notare un recinto per animali o un forno con la copertura a cupola per cucinare gli animali o per la cottura di vasselame domestico. Questi resti provano l’utilizzo dell’area come fattoria (VI a.C.) che, inizialmente, doveva essere molto modesta. Si può ancora ammirare un torchio oleario per la spremitura delle olive, molto bello e caratteristico, che è anche conservato molto bene. Si tratta di un oggetto suggestivo con fattezze rustiche, costruito con materiali che rimandano a quell’epoca, rimasto quasi intatto anche nei colori, come vediamo qualche volta nelle foto dei libri. Questo reperto risale probabilmente al periodo in cui la fattoria cominciò a ingrandirsi diventando una grande villa rurale, la zona di servizio diventò più articolata e così rimase fino all’età imperiale (V a.C.). 

Continuando la visita troviamo molteplici pezzi di coppi e tegole veramente particolari, soprattutto per il colore, il tipo di materiale e i bellissimi ornamenti, tutto perfettamente conservato, tanto da riuscire a individuare esattamente il periodo di appartenenza. Bellissima, fra le tegole, una in particolare, angolare, decorata con la testa di una divinità. Le tegole che ci sono pervenute dagli scavi sono di tipo diverso, alcune appartenenti alla corte, altre al quartiere residenziale, e ci danno evidenza della separazione, nel tempo, tra la zona abitata dai padroni e quella abitata dalla servitù (fine IV a.C., inizio III a.C.). La nascita di questo sito archeologico che, come sappiamo, inizialmente non era previsto, è stata frutto di coincidenza e, grazie a delle scoperte straordinarie, ha portato a delle varianti nel progetto di Piano dandogli valore aggiunto. Il museo è stato inaugurato e aperto al pubblico definitivamente nel 2012. 

Un museo particolare e, purtroppo, poco conosciuto e poco pubblicizzato ma che bisogna vedere proprio perché ci racconta un altro pezzo di storia di Roma. 

 

Foto di Luca Cerabona  Flickr-CC license