Tina Anselmi: la partigiana ministra

Tina Anselmi è nata a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, il 25 marzo 1927. Di famiglia cattolica, è morta il 31 ottobre 2016 nella sua casa di Castelfranco. E’ stata un’insegnante, una sindacalista, un’esponente della DC e più volte ministro.  

Tina decise di diventare partigiana, quando giovanissima, vide un gruppo di giovani partigiani portati al martirio dai fascisti che li impiccarono. Diventò così staffetta della brigata “Cesare Battisti”, al comando di Gino Sartor e del Comando Regionale del Corpo Volontari della Libertà con il nome di battaglia di “Gabriella” 

Nel dicembre del 1944 si iscrisse alla DC, anche non essendosi ancora laureata in Lettere all’Università Cattolica di Milano. Partecipò attivamente alla vita del suo partito, non dimenticando mai le ragioni profonde della sua scelta antifascista. 

La Anselmi è stata via via dirigente sindacale dei tessili, incaricata dei giovani nella DC, vice presidente dell’Unione Europea Femminile. Parlamentare dalla V alla X legislatura eletta nella Circoscrizione Venezia-Treviso. Ha fatto parte delle Commissioni Lavoro e Previdenza Sociale, Igiene e Sanità, Affari sociali, occupandosi molto dei problemi della famiglia e della donna.  

Ha inoltre presieduto per due volte la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Loggia P2. Ancora è stata tre volte sottosegretaria al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale; una volta ministro del Lavoro, due volte ministro della Sanità. Si deve a lei la legge sulle “pari opportunità”, ed è stata tra gli autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale. 

 

Susanna Pinto